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Nella cultura odierna farcita dal bel proposito della libertà di pensiero e di espressione, e dei diritti di tutti e per tutti, sostenuta dal relativismo assoluto dove l'io, ha preso il sopravvento sull'essere, e quindi sui valori fondanti dell'umanità -che non sono espressione delle voglie personali, nè dei capricci delle lobby-, non è più permesso esprimere dissenso. Quando qualcuno prova a dire una parola diversa da quelle del politicamente corretto, allora la libertà di espressione e di pensiero, in maniera violenta viene censurata, proprio in nome di quei valori che dovrebbero garantire a tutti la possibilità di esprimere un pensiero diverso da quello propagandato dal regime mediatico e politico, foraggiato da quella  fortissima corrente di pensiero che a tutti i costi cerca di modificare la struttura portante della società, a cominciare dalla vita nascente con la pratica inumana dell’aborto che provoca ogni anno nel mondo il genocidio silenzioso di 40 milioni di vite umane, fino alla dolce morte, cioè il “suicidio assistito”. Però, la pratica citata, non si può chiamare con il suo vero nome perchè, magari nella gente comune provocherebbe qualche sussulto di coscienza…

Naturalmente per raggiungere lo scopo, sono sistematicamente attaccati quei valori portanti dell'umanità: la famiglia fondata su uomo-donna-bambini, adozioni, utero in affitto, stepchild adoption, eutanasia, fluidità nel genere femminile-maschile sostenuta dalla cosiddetta teoria gender. Non mancano nel momento del confronto le solite macchine di fango, le quali appena sentono l'odore della sconfitta, cominciano ad attaccare senza nessun riguardo coloro che vengono definiti cattofascisti, retrogradi, fascisti, oscurantisti, medievali, ecc... La prova più evidente sono le dichiarazioni di Cristiana Alicata manager Fca e componente del Cda Anas, storica esponente del mondo Lgbt, che ha chiesto l'espulsione dal PD di Silvia Costa, colpevole di aver affermato in un suo discorso, l'esistenza delle lobby gay all'interno del partito. Siamo in emergenza democratica: ora cominciano a fare anche i processi alle intenzioni e alle parole? 

Un altro episodio preoccupante è la posizione della Francia sui libri di Costanza Miriano, nota giornalista per le sue originali riflessioni sulla Famiglia. Nella patria della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità, investita da tremendi episodi terroristici -di cui in questi giorni si ricorda l'anniversario-, Le Figaro, una delle testate più importanti del paese d'oltralpe, ha deciso di chiedere al Segretario di Stato incaricata per i diritti delle donne, Pascale Boistard, di vietare la vendita dei citati pericolosissimi testi. La richiesta, sembra sia stata firmata da venticinquemila persone. E' vero, la libertà è misurata dal potente di turno, il quale stabilisce a suo gradimento ciò che deve essere detto. Quando non si rientra negli schemi prestabiliti, allora inizia la battaglia feroce e senza esclusioni di colpi, magari denigrando la dignità del presunto colpevole-dissidente, a colpi di storie inventate e costruite ad arte. Quanta tristezza! Tutto ciò avviene sotto gli occhi di tutti noi. Nessuno protesta. Nessuno alza la voce. Nessuno è capace di dire "JE SUIS"! I tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale, hanno dichiarato, che non avevano compreso le ingiustizie operate dal regime nazista. Sembrò quasi una scusa per giustificare l'assenza e la denuncia della violazione dei più fondamentali diritti umani. Anche se non sono mancati uomini, donne, giovani e anziani, che hanno contrastato e pagato con la vita il dissenso nei confronti del nazionalsocialismo.

La stessa cosa avviene oggi. Lo ha ricordato il Cardinale George, parlando della lotta impari contro la mentalità dominante: "io morirò in un letto, il mio successore morirà in prigione e il suo successore morirà martire in una piazza pubblica", per difendere l’uomo e la sua dignità, senza lasciarsi trascinare dai vari venti di dottrina e di pensiero. In effetti George è deceduto in ospedale il 17 aprile 2015  all’età di 78 anni, dopo una lunga lotta contro il cancro che lo aveva colpito. Ma, continua il Porporato, aprendo alla speranza, “il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e lentamente aiuterà a ricostruire la civiltà, come la Chiesa ha fatto tante volte lungo la storia”. Quando tutto arriverà all'epilogo, cosa ci inventeremo per giustificare il male che non è stato fermato e condannato, proprio in nome di quelle magiche parole libertà, uguaglianza, fraternità?

Don Salvatore Lazzara

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