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In Parlamento nel silenzio assordante dei media, -che dirottano l’opinione pubblica sulla manifestazione nazionale pro lgtb svolta a Roma a piazza del Popolo; e alla guida del contingente militare in Libia da parte degli italiani nella guerra contro l’ISIS-,  è già in discussione il ddl eutanasia nelle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali alla Camera, per mano della solita maggioranza ideologica e opportunista: sostanzialmente PD e SEL, annaffiate e incoraggiate dall' associazione Luca Coscioni. Dopo la legalizzazione delle unioni fra persone delle stesso sesso, la priorità dei politici affondano gli artigli su argomenti “sensibili e non negoziabili” che erano stati accantonati dalle precedenti legislature. Non è un caso. Le due istanze sono una conseguente all'altra, figlie della stessa ideologia mortifera, che in nome della libertà di autodeterminazione si impone sui più deboli e quindi sulla società intera. Così, come per le unioni civili, si sentirà probabilmente ripetere il ritornello che “è impossibile opporsi” e che quindi “bisogna porre dei paletti”. Con la stessa logica di compromesso espressa anche dai parlamentari cattolici già cinque anni fa, la norma sulle “dichiarazioni anticipate di trattamento” passò al Senato alla fine del 2010 per poi essere affossata insieme al governo Berlusconi.

Tra i promotori dell’iniziativa parlamentare pro eutanasia, spunta il Sottosegretario Ivan Scalfarotto, il quale, sul Post, inanella una serie impressionate di errori e omissioni. Vediamo perché. Scrive innanzitutto Scalfarotto: «Sulle circa tremila persone che ogni anno si tolgono la vita in Italia, infatti, si stima che un terzo lo faccia perché colpito da una grave patologia. Sono cioè suicidi che una buona legge sull’eutanasia e il suicidio assistito consentirebbe di trasformare in un addio con dignità». L’argomento del politico del PD ruota dunque attorno ad una considerazione: mille malati all’anno si suicidano perché malati, dunque perché non aiutarli? Ora, è vero che vi sono stati oltre 1300 suicidi aventi la malattia come movente (Istat 2008), ma non va dimenticato come questi suicidi riguardino in prevalenza malattie psichiche (1.010) e non malattie fisiche (306); stesso discorso per i tentativi gli oltre 1300 tentativi di suicidio: quasi tutti causati da malattie psichiche (1.259) anziché da malattie fisiche (123). Strano a Scalfarotto sia sfuggito questo “particolare”. Posto che infatti che pure il dato sui suicidi per malattie fisiche andrebbe preso assai cautamente (quante di queste morti si sono verificate nonostante cure adeguate e quante, purtroppo, in carenza di esse?), meraviglia che si taccia sulla prevalenza statistica delle malattie psichiche, che certo non hanno un legame diretto col dolore fisico che tanto, giustamente, spaventa, e che si vuole annientare nel nome della “libertà di scelta” dei singoli, (per approfondire l’argomento, clicca qui).

Intanto, sul sito “eutanasia legale”, è apparso un articolo, dove sono illustrate le posizioni dei politici “favorevoli” e “contrari”, al disegno legge sull’eutanasia. Riporto solo due interventi  per comprendere la strada subdola, lastricata dai sentimenti compassione, che intendono percorrere per arrivare all’approvazione di quest’altra legge liberticida e antiumana:
“On. Marietta Tidei (PD): "Una legge che regoli i diritti relativi al fine vita è un atto dovuto: chi ha trascorso una vita dignitosa ha il pieno diritto di morire altrettanto dignitosamente. E’ giusto che siano i diretti interessati a decidere se e come porre termine alla propria esistenza: l’attuale vuoto normativo si traduce nella sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie, una sofferenza che noi abbiamo il dovere di evitare. Mi impegno a far sì che alla Camera dei deputati riprenda al più presto la discussione sui temi del fine vita, ponendo la questione sia al mio gruppo parlamentare che alla presidenza della Camera". 12/09/2014 "E' proprio il caso di Eluana Englaro che [...] risvegliò milioni di coscienze nel nostro Paese sull'opportunità di prevedere una legge sul fine vita in Italia". "Necessità di rafforzare le politiche di sostegno alle famiglie per le gravi forme di non autosufficienza, ma questo ragionamento non è esaustivo: a ognuno di noi deve essere riconosciuto il diritto di decidere sulla propria vita in caso di estrema sofferenza". "L'attuale vuoto normativo si traduce nella sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie, una sofferenza che noi abbiamo il dovere di scongiurare: mi auguro che il Parlamento si occupi quanto prima di questo tema"[09/02/2015].

“Sen. Maurizio Sacconi (NCD) "Di eutanasia, finché avremo voce, non se ne parla proprio". "Il Nuovo Centrodestra difenderà queste convinzioni con determinazione in ogni sede istituzionale perché corrispondono a principi non negoziabili". 30/09/2014 “La vita è una cosa meravigliosa. Appartengo convintamente alla società più “arretrata” sui temi della vita. Come molti nel popolo italiano preferisco una società nella quale prevalga la propensione ad aiutare a vivere chiunque abbia la tentazione del suicidio. L’eutanasia peraltro non può essere in alcun modo confusa con la condivisibile rinuncia all’accanimento terapeutico nel caso di uno stato terminale. Da non confondere a sua volta con gli stati vegetativi dei quali non si conoscono il livello di attività cerebrale e la possibile reversibilità. Deve preoccupare un pacchetto antropologico nel quale si vuole manipolare la nascita, programmare la morte, banalizzare matrimonio e aborto. Ogni confronto è comunque utile tanto quanto ogni pretesa legislativa avrebbe l’unico effetto di lacerare la nazione” [20/03/2015]. (Per leggere tutti gli interventi pro e contro l’eutanasia clicca qui).

Ma a rivelare come si trasforma, che volto spaventoso possa assumere e fino a dove possa spingersi in pochi anni una società che legalizza l'eutanasia anche con "regole ferree" è un documentario dell'“Euthanasia Prevention Coalition"(visibile qui sotto), che descrive la situazione belga a 14 anni dall'approvazione della legge. La voce di un uomo descrive in maniera glaciale la morte della madre a sua insaputa: «Ha ricevuto un'iniezione letale nell'ospedale dell'università pubblica di Bruxelles (…) era in salute, anche se attraversava momenti di depressione». Un altro uomo ricorda: «Mio nonno ha sviluppato un cancro a 80 anni ed è stato sostanzialmente ucciso dallo staff medico della casa di cura». Il padre di una ragazza disabile conferma le «pressioni affinché praticassimo l'eutanasia su di lei, che è come ogni altro figlio della nostra famiglia». Il filmato affronta anche il tema dell'autodeterminazione venduta come libertà ponendo dei quesiti: «Sì, - dice il figlio di una donna che ha richiesto l'eutanasia – era lei che sarebbe morta, ma noi eravamo i suoi figli, l'amavamo». Un altro svela il suo senso di smarrimento così: «Non si trattava solo della sua di qualità di vita, ma anche di quella di suo nipote». Ma il problema è anche dei medici, dato che le sentenze giudiziarie hanno portato alle estreme conseguenze il diritto all'autodeterminazione restringendo il campo all'obiezione di coscienza, (per approfondire, clicca qui).

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Eutanasia: la soppressione di un individuo handicappato, ammalato o prossimo alla morte. La Chiesa ha una parola molto netta, al numero 2276 del Catechismo della Chiesa Cattolica: “Essa è moralmente inaccettabile”. Non solo: “L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere”. Ancora più chiaro San Giovanni Paolo II nell’enciclica “Evangelium Vitae” del 1995: il Papa polacco condanna l’eutanasia che: “oltre che per una presunta pietà di fronte al dolore del paziente, viene talora giustificata con una ragione utilitaristica, volta ad evitare spese improduttive troppo gravose per la società”. Questo può aprire -ed è già legge in alcuni stati-, la strada alla soppressione dei bambini sulla base di diagnosi prenatali o anche di individui per ottenere organi da trapiantare. Karol Wojtyla lanciò allora l’accusa contro: “una oggettiva «congiura contro la vita» che vede implicate anche Istituzioni internazionali, impegnate a incoraggiare e programmare vere e proprie campagne per diffondere la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto. Non si può, infine, negare che i mass media sono spesso complici di questa congiura”. Ecco allora che Giovanni Paolo II, indica un esempio: “In realtà, però, proprio il coraggio e la serenità con cui tanti nostri fratelli, affetti da gravi menomazioni, conducono la loro esistenza quando sono da noi accettati ed amati, costituiscono una testimonianza particolarmente efficace dei valori autentici che qualificano la vita e che la rendono, anche in condizioni di difficoltà, preziosa per sé e per gli altri”. Quindi: “La Chiesa è vicina a quei coniugi che, con grande ansia e sofferenza, accettano di accogliere i loro bambini gravemente colpiti da handicap, così come è grata a tutte quelle famiglie che, con l’adozione, accolgono quanti sono stati abbandonati dai loro genitori a motivo di menomazioni o malattie”. E la storia continua…

Don Salvatore Lazzara

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