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“Se noi avessimo pubblicato una lista di nomi –commenta amaramente Mario Adinolfi-, invitando a "marchiare e emarginare" chi compra bambini e affitta uteri, cosa ci sarebbe successo? Oggi ci sono le nostre facce in prima pagina, siamo indicati come obiettivi da colpire "ritorcendo contro queste persone il metodo usato dai nazisti". Cos'altro deve accadere perché sia chiaro il livello di violenza di cui siamo fatti oggetto? A Repubblica e al Corriere della Sera, ai canali  Rai a Canale 5, all'Espresso e dalle parti di Enrico Mentana, qualcuno si indigna o andiamo avanti con questo massacro della libertà di parola?”

In attesa delle approvazione della legge sull’omofobia, che tapperà la bocca a tutti coloro che oseranno dissentire dalla vulgata gender dominante, i “tolleranti” paladini dei diritti LGBT si sono organizzati, pensando bene di pubblicare il “Registro Italiano dei Razzisti e Omofobi” (RIRO), uno strumento di denuncia online dove chiunque può segnalare persone “colpevoli” dello pseudo reato di omofobia. Gli anonimi promotori del sito web presentano così l’iniziativa:

“RIRO è un modo di difendersi dalle persone pericolose che ogni giorno cercano volontariamente o involontariamente di fare del male al prossimo.Ogni sistema di controllo coercitivo del prossimo è stato caratterizzato da alcune terribili circostanze, come il marchio. Marchiare il prossimo ad esempio, era un modo per i Nazisti di ridurre ad oggetto lo schiavo ebreo, omosessuale, di un’altra qualsiasi minoranza etnica. per rendere schiavo un essere umano, farlo diventare un numero”.

“RIRO” si propone dunque di schedare tutte le persone che si macchiano della imperdonabile colpa di non condividere il diktat etico in tema di famiglia e sessualità in maniera che possano essere emarginate e isolate dalla società. Leggiamo infatti:

“Lo scopo di RIRO è ritorcere quest’arma contro le persone che sono figlie di quel tipo di comportamenti, come razzisti, omofobi e altra gente simile, RIRO e le persone che inseriscono i nominativi non cercano vendetta, ma come fratelli uniti, avvisiamo altri fratelli della pericolosità di determinate persone, così che si possa starne alla larga, evitarle, emarginarle”.

Gli estensori del “RIRO” ci tengano a che il loro registro sia assolutamente attendibile, ossia i nominativi inseriti al suo interno devono essere tutti scrupolosamente verificati di modo che i presenti siano degli omofobi doc, in altre parole, certificati. Per questo il meccanismo di schedatura è stato studiato nei minimi particolari. Sul sito viene infatti spiegato in maniera dettagliata il processo di segnalazione dell’omofobo di turno, chiarendo come sia necessario fornire quante più prove della sua colpevolezza, allegando immagini, audio, video o quant’altro contribuisca a inchiodare alle sue colpe il reo. Infatti, una volta inserito un nominativo non è poi possibile cancellarlo. L’unico modo per essere eliminati dal registro consiste nel superare un apposito “Test antirazzismo”, al quale l’utente proprietario del nominativo, verrà sottoposto, una volta che avrà fatto richiesta di essere cancellato. Il tutto sarà poi, rigorosamente, reso pubblico al fine di far conoscere a tutti l’avvenuto mea culpa dell’accusato.

A cura dello Staff allaquercidimamre.it

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