preghiera11

Tante volte ci chiediamo come si può diventare santi e come tanti credenti sono diventati santi. Dalla storia della Chiesa, conosciamo tanti uomini, donne , bambini,  che hanno amato il Signore fino ad essere riconosciuti santi. Alcuni li conosciamo perché sono vicini a noi: padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II, Giovanni XXIII., ecc.. Accanto ai nomi conosciuti e con i quali abbiamo grande familiarità, ci sono dei cristiani che abbiamo visto più da vicino e che noi – anche se l’ufficialità della Chiesa non li ha portati agli onori degli altari - reputiamo “santi”. E’ la gente comune che con i piccoli gesti di ogni giorno ha reso testimonianza al Signore Gesù. Anche loro fanno parte di quella moltitudine immensa che nessuno poteva contare di ogni popolo, nazione, lingua in cammino verso l’Agnello immolato.

Quando mi trovo a fare visita agli amici, ed entro nelle case, trovo sempre ed immancabilmente l’immaginetta di Padre Pio, della Madonna, statuine di Giovanni Paolo II, qualche reliquia di santi sconosciuti. Con orgoglio sono presentati: “loro mi hanno protetto”, “porto sempre nel portafoglio l’immaginetta”. La fede semplice è il canale privilegiato per raggiungere Dio. La santità è patrimonio dei semplici, ai quali è promesso il regno futuro. La Chiesa resiste agli assalti del maligno, con l’aiuto di tanti volti sconosciuti di fedeli che ogni giorno in ginocchio intercedono per la salvezza dei credenti. Vorrei raccontare questo breve episodio avvenuto durante la guerra.

Tra i santi vi sono anche militari di ogni tempo, che hanno testimoniato l’amore per Dio. Noi non li conosciamo, ma sentiamo che ci appartengono. Hanno vissuto e combattuto perché l’Italia fosse la nostra casa: libera, giusta, serena. E perché il mondo fosse migliore. Si sono dedicati al loro dovere con umiltà e dedizione, fino al sacrificio della vita. Rileggendo la vita di un grande e noto cappellano militare, Don Carlo Gnocchi, non si può non rimanere colpiti e commossi da certi passaggi autobiografici che testimoniano la bontà e la fede semplice e concreta dei militari. Durante la ritirata di Russia -si legge-, egli portava Gesù Eucaristia sempre con sé, e i suoi uomini lo sapevano. Racconta di un ufficiale che, passando frettoloso, gli chiese: “Hai il Signore?", “Sì” – gli rispose Don Gnocchi – “Allora dammelo da baciare!.

Don Salvatore Lazzara 

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