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Il Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, noto anche come Gendarmeria vaticana, è un corpo di polizia, dipendente dalla Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile, preposto a garantire la pubblica sicurezza e l'ordine pubblico, nonché a svolgere le funzioni di intelligence, polizia di frontiera, di polizia giudiziaria e di polizia della circolazione stradale nel territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle sue pertinenze extraterritoriali. Fu Papa Pio VII, con un Motu proprio del 14 luglio 1816, a istituire un Corpo, quello dei Carabinieri pontifici, modellato, disciolto e ricomposto più volte e con nomi diversi. Ma sempre rimasto fedele a due obiettivi fondamentali: la fedeltà al Papa e la solidarietà. All'inizio dell'Ottocento la necessità era quella di mantenere la sovranità dello Stato e di assicurare la difesa del territorio che gli era stato riconosciuto nel Congresso dalle grandi Potenze. Poi, con lo scorrere dei secoli, le responsabilità dei gendarmi si sono trasformate. A causarle il cambiamento in modo dirompente fu un avvenimento drammatico quando, il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II venne raggiunto in Piazza San Pietro da due colpi di pistola sparati dall'attentatore turco Ali Agca. Karol Wojtyla fu a un passo dalla morte ma sopravvisse, però da allora la sicurezza attorno alla figura del Papa si è rafforzata, acquisendo su diretta indicazione del Santo Pontefice polacco i metodi più moderni a disposizione delle forze di polizia internazionali. Appena in tempo: nel maggio successivo, il predecessore di Giani, Camillo Cibin, fermò a Fatima un esaltato che intendeva colpire Giovanni Paolo con una baionetta.  Il Corpo, diretto discendente del corpo militare della Gendarmeria pontificia, disciolto il 20 gennaio 1970 dal pontefice Paolo VI, nel corso della sua storia ha cambiato svariate volte denominazione. Con lo scioglimento dei corpi armati, si rese tuttavia necessario istituire un nucleo di polizia in grado di raccogliere, anche se in parte, le funzioni della disciolta Gendarmeria pontificia. A tale scopo venne quindi istituita una struttura denominata "Ufficio centrale di vigilanza", in cui confluirono gli ex gendarmi. Il 25 marzo 1991 si ebbe un nuovo cambio di denominazione in "Corpo di vigilanza dello Stato della Città del Vaticano" per poi assumere, con legge promulgata in data 2 gennaio 2002 dal papa Giovanni Paolo II, l'attuale denominazione di "Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano”. Il 7 ottobre 2008 il Corpo è entrato a far parte dell'Interpol.

“Leggendo un po’ la storia di questi anni si vede come questo Corpo, in 200 anni di storia, ha avuto proprio questi due obiettivi: fedeltà al Santo Padre e solidarietà verso gli altri”. Lo afferma Domenico Giani, comandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, in un’intervista a Radio Vaticana alla vigilia dei festeggiamenti per i 200 anni di vita del Corpo. “Mi piace qui ricordare questi due concetti – aggiunge Giani – perché durante la peste che colpì l’Italia Centrale verso la fine del 1700, i gendarmi furono impegnati in prima fila, come lo sono stati oggi nei terremoti de L’Aquila e di Amatrice”. Ma “pagine molto belle si sono ripetute, ad esempio, con l’accoglienza di Papa Francesco ai profughi. I nostri gendarmi sono stati presenti nell’isola di Lesbo e hanno offerto il loro aiuto per far venire alcune famiglie, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, a Roma”. Il comandante racconta anche della “presenza dei nostri Vigili del Fuoco e dei nostri Gendarmi nella Valle del Tronto”. Il terremoto – prosegue – ha fatto vedere come in Vaticano ci fosse una grande voglia, un grande desiderio immediato di aiutare. Noi siamo partiti subito”. Inoltre, spiega Giani, “è stata fatta una raccolta di vestiario, di attrezzature, che verranno portate a stretto giro nelle zone terremotate” e “siamo in contatto continuo con il vescovo di Rieti”. Nell’intervista, parla anche del Giubileo, che “è partito, ovviamente, con alcune preoccupazioni, vorrei dire fisiologiche in questi momenti, però sta proseguendo bene senza nessun allarme”.

Oggi la Gendarmeria vaticana ha uno spettro di compiti ampio, che va dalla lotta alla pedofilia, contro il riciclaggio di denaro e la tortura. C'è un gruppo di intervento rapido, un nucleo antisabotaggio, una sezione di analisi, oltre al centro operativo con una sala di coordinamento dotata di tecnologie sofisticate per il controllo del territorio. Svolge servizio di polizia di frontiera, polizia giudiziaria e intelligence. In tutto sono 150 persone. Si alzano poco dopo l'alba, seguono il Papa in tutti i suoi spostamenti. Giani prepara accuratamente ogni viaggio del Pontefice visitando in Italia e all'estero il percorso che farà il corteo papale. La giornata di lavoro termina in palestra, dove si tengono in forma per correre dietro alla papamobile ed essere pronti in caso di aggressioni. E' già capitato: la notte di Natale del 2009 il comandante saltò addosso a una cittadina italo-svizzera che dentro la Basilica di San Pietro aveva fatto cadere Joseph Ratzinger mentre procedeva verso l'altare. Non facile, in questo tempo di terrorismo asimmetrico, capace di colpire in modo indiscriminato ovunque e con ciascuno, e soprattutto con un Papa come Francesco, il quale non fa mistero di volere sempre e comunque andare fisicamente incontro ai fedeli. "Santità, usi l'auto blindata...", era la preghiera dei gendarmi lo scorso anno in Centrafrica, quando Papa Francesco volle ad ogni costo atterrare a Bangui in guerra durante il suo viaggio africano. E aveva ragione perché, con doti diplomatiche unite a quelle spirituali, il Papa riuscì a voltare la guerra in pace, e da allora la tregua tiene in un Paese fino a poco tempo fa dilaniato dal conflitto. "Certo - rivela oggi Giani alla Radio Vaticana - dialoghiamo con tutti e abbiamo contatti quotidiani anche con le forze di polizia arabe, con molti Paesi musulmani".

Le attività del Corpo, non si fermano “solo”, agli aspetti per così dire “istituzionali”. Per mantenere vivo lo spirito di corpo, vengono organizzate varie attività per tramandare attraverso di esse, i valori a cui da 200 anni fa riferimento la Gendarmeria. Infatti, nell'ottobre del 2007 è stata fondata la banda musicale del Corpo della gendarmeria, erede della banda della Gendarmeria pontificia fondata nel 1851 e a sua volta discendente dalle formazioni musicali del corpo dei Veliti pontifici. La banda si compone di personale qualificato e diplomato, perlopiù volontari e provenienti dai corpi bandistici militari italiani, e utilizza abitualmente l'aula Paolo VI per le prove dei propri concerti; l'uniforme è blu, simile a quella dei gendarmi, ma con un berretto militare al posto del tradizionale chepì. I festeggiamenti, conclude il Comandante Giani, si concluderanno domani con la Messa di Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, all’Altare della confessione, e poi nel pomeriggio nei giardini vaticani, dove “come tutti gli anni ci sarà un intervento del presidente del Governatorato vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello. La cerimonia proseguirà con l’intervento del sostituto della Segreteria di Stato, poi il discorso del comandante e la lettura del messaggio del Papa. Quest’anno lo stendardo della Gendarmeria verrà decorato della Medaglia d’oro al valore della Croce Rossa”. La serata proseguirà con “una festa alla quale parteciperanno molte delegazioni dall’Italia ma anche dall’estero, da Corea, Svezia, Libano. Mi piace definirla come una festa in famiglia, fra amici, che si ritrovano insieme per dirsi reciprocamente grazie per il servizio che facciamo. Per dire noi grazie, ai colleghi italiani e agli altri per l’aiuto che ogni giorno offrono alla Santa Sede”.

 

Di seguito il video della Celebrazione dei 200 anni della Gendarmeria Vaticana:

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Don Salvatore Lazzara

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