Osservatorio gender

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Channel 4, canale televisivo del Regno Unito, ha mandato in onda, un documentario intitolato “Secret Life of the Human Pups” i cui protagonisti sono i membri di una comunità molto particolare sorta negli ultimi anni in un certo ambiente della sottocultura britannica. “La Vita segreta dei cuccioli umani”, come riporta il quotidiano The Guardian, ha raccontato infatti la storia della comunità degli “uomini-cane”, un movimento, che oggi conta ben 10mila persone, sorto inizialmente all’interno dell’ambiente del sadomasochismo omosessuale e diffusosi rapidamente negli ultimi quindici anni attraverso la facilità di comunicazione resa possibile dall’avvento di internet. I membri di questa, a dir poco bizzarra e folle, comunità tendono ad essere di sesso maschile e omosessuali, amano vestirsi con costumi integrali di pelle che li facciano prendere le sembianze di cani, godono nell’assumere comportamenti e atteggiamenti “animaleschi”, come farsi accarezzare a pancia in su, afferrare i giocattoli con la bocca, mangiare a quatto zampe nelle scodelle e hanno spesso una relazione sessuale con i loro “padroni” umani. 

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“Se noi avessimo pubblicato una lista di nomi –commenta amaramente Mario Adinolfi-, invitando a "marchiare e emarginare" chi compra bambini e affitta uteri, cosa ci sarebbe successo? Oggi ci sono le nostre facce in prima pagina, siamo indicati come obiettivi da colpire "ritorcendo contro queste persone il metodo usato dai nazisti". Cos'altro deve accadere perché sia chiaro il livello di violenza di cui siamo fatti oggetto? A Repubblica e al Corriere della Sera, ai canali  Rai a Canale 5, all'Espresso e dalle parti di Enrico Mentana, qualcuno si indigna o andiamo avanti con questo massacro della libertà di parola?”

In attesa delle approvazione della legge sull’omofobia, che tapperà la bocca a tutti coloro che oseranno dissentire dalla vulgata gender dominante, i “tolleranti” paladini dei diritti LGBT si sono organizzati, pensando bene di pubblicare il “Registro Italiano dei Razzisti e Omofobi” (RIRO), uno strumento di denuncia online dove chiunque può segnalare persone “colpevoli” dello pseudo reato di omofobia. Gli anonimi promotori del sito web presentano così l’iniziativa:

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Proponiamo, in una traduzione del quotidiano online tempi.it, alcuni passaggi dell’intervento pronunciato al Sinodo da Robert Sarah, cardinale della Guinea e prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, pubblicato in inglese lunedì scorso dal National Catholic Register.

"(…) Per utilizzare uno slogan, ci troviamo “tra l’ideologia gender e l’Isis”. I massacri islamisti e le pretese libertarie si contendono regolarmente le prime pagine dei giornali (ricordiamo cosa è accaduto lo scorso 26 giugno! [Quel giorno si verificarono contemporaneamente attacchi terroristici in Francia, Kuwait, Somalia e Tunisia, mentre negli Stati Uniti la Corte suprema legalizzava il matrimonio gay, ndr]). Da queste due radicalizzazioni arrivano le due principali minacce per la famiglia: la sua disintegrazione nell’Occidente secolarizzato attraverso il divorzio breve e facile, l’aborto, le unioni omosessuali, l’eutanasia eccetera (…); dall’altra parte la pseudo-famiglia dell’islam ideologizzato che legittima la poligamia, la sottomissione femminile, la schiavitù sessuale, le spose bambine eccetera (…).

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Durante la discussione sinodale in uno dei circuli minores, guidati dal presidente della CEI e Arcivescovo di Genova Cardinale Bagnasco, i padri hanno riflettuto sull’ideologia gender, definendola “pericolosa” per lo sviluppo integrale della vita dell’uomo. Pertanto –chiedono i sinodali-, come rimedio alle famiglie, “deve essere offerto un “aiuto per riprendersi il loro originario diritto all’educazione sui figli”. Il gender non parla più di “sessi” ma di “generi” per superare la divisione biologica maschio-femmina, minacciando l’esistenza della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.

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I 13 circuli minores (gruppi di lavoro linguistici) hanno concluso, con la prima settimana, l’analisi della prima parte dell’Instrumentum laboris, il documento base dell’assemblea ordinaria sulla famiglia. Sono state pubblicate le rispettive relazioni (quattro in inglese, tre in francese e italiano, due in spagnolo, una in tedesco), così come avverrà, per le altre due parti del testo, alla fine delle prossime due settimane sinodali. Molti gli appunti e le proposte, in testi peraltro tutt’altro che univoci. In particolare nel Circolo Minore in lingua italiana moderato dal Cardinale Francesco Montenegro, composto da padri provenienti da Europa, Africa e America Latina, è stato ritenuto opportuno sottolineare e chiarire innanzitutto “l’esigenza di utilizzare formule che lascino fuori dubbio sin dall’inizio che l’unico modello di Famiglia che corrisponde alla dottrina della Chiesa è quello fondato sul matrimonio fra uomo e donna”.

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