Benedetto XVI11

II Papa emerito Benedetto XVI ha rilasciato un'intervista al Capo redattore del giornale tedesco "Bild Kai Diekmann”, che viene ricevuto in una piccola sala da ricevimento, una scala di legno che conduce al primo piano. Il soggiorno –racconta il giornalista-, è accogliente, luminoso, un divano in pelle bianca, una semplice sedia. Una libreria che arriva fino al soffitto, una TV a schermo piatto con lettore DVD, sulle pareti alcune sacre icone. E ancora un tavolino e il pianoforte con sopra una foto in bianco e nero del fratello Georg. L’incontro con Ratzinger è avvenuto dopo oltre due anni dal ritiro: “Lui sta lì sulla soglia. Occhi vivaci, volto sorridente, appoggiato a un girello. Indossa una talare bianca e ai piedi un semplice paio di sandali marroni”.  “E’ bello essere qui!”.  Il Papa emerito è di buon umore, sveglio e senza traccia di affaticamento, si siede sul divano: sembra lontana la fatica che l’aveva visto pronunciare le “dimissioni” nel Concistoro di quel fatidico 11 Febbraio, davanti ai Cardinali riuniti: “ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro”.

Da Berlino giunge un piccolo dono: su una struttura di legno di betulla l'artista tedesco Albrecht Klink ha inciso quel titolo che è già una leggenda: “Noi siamo il Papa”. Benedetto lo prende tra le mani, lo accarezza più volte e sorride confidando che quell’opera gli fa sentire tutta la vicinanza e l’affetto dei suoi compatrioti. Nella primavera scorsa, nel decimo anniversario dell’elezione, il quotidiano – che ha sede a Berlino e redazioni in tutta la Germania, oltre 2 milioni le sole copie tedesche – aveva pubblicato una lunga intervista con il segretario privato di Joseph Ratzinger, mons. Georg Gänswein, che raccontava delle giornate “molto tranquille” del papa emerito e delle frequenti telefonate col fratello Georg (91 anni).

“Ogni sera si reca a pregare presso la Grotta di Lourdes (con la statua proveniente dalla Francia) nei Giardini vaticani con un deambulatore per muoversi” affermava il vescovo Gänswein e “anche dopo la nostra conversazione si è recato là” (con un piccolo veicolo mobile stile golf). “In questi momenti mi sento ancora più in comunione con Dio” rivela Benedetto, salutando Diekmann con “una calda stretta di mano, con entrambe le mani”, in segno di  ringraziamento per il colloquio cordiale che ancora una volta lascia intravedere la serenità di Ratzinger dopo aver rinunciato al pontificato.

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Don Salvatore Lazzara

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