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E’ assordante il silenzio dei media su quanto sta accadendo in questi ultimi giorni negli Stati Uniti. Migliaia di manifestazioni in tutto il paese, ma anche in altre parti del mondo, hanno chiesto al presidente americano e alle autorità politiche di abrogare ogni forma di finanziamento statale all’organizzazione abortista Planned Parenthood. L’attivista pro-life che ha indagato per circa tre anni sui traffici di organi e tessuti dei bambini abortiti, è stato infangato dai media di regime, per aver scoperto la terribile barbarie commessa contro i feti. L’inchiesta ha portato allo scoperto un’operazione economica di miliardi di dollari, camuffata dal diritto di scegliere di una donna se tenere o abortire il bimbo che porta nel grembo. Eppure non si è notato lo stesso sdegno che ha tenuto banco per anni sulla questione della pedofilia tra i sacerdoti. Ma questo è un altro discorso…  Se nella faccenda veniva coinvolta la Chiesa Cattolica, non sarebbero bastati giornali, notiziari, speciali delle riviste, approfondimenti serali, per ripetere fino allo sfinimento l’inutilità del cristianesimo.

La vita oggi è considerata a partire dal profitto, a cui sono devote tutte quelle belle multinazionali che condizionano la cultura e l’etica dell’umanità. Quando invece parliamo di vita, di sacralità dell’esistenza umana, allora inevitabilmente si accendono i riflettori: tutti hanno i diritti… Ma quali diritti? Quello di uccidere un bimbo nel grembo della madre per poi vendere gli organi al miglior offerente? Oppure la svendita dei tessuti  serve per portare avanti esperimenti da milioni di dollari? Ecco perché il nobel per la pace, Obama difende insieme al suo partito contro ogni evidenza, Planned Parenthood… senza di loro non sarebbe al potere. L’aborto è un attentato alla pace. E’ guerra continua contro l’umanità. Ogni giorno è in atto un genocidio di cui non si cura nessuno, anzi cercano in tutti i modi di metterlo a tacere. Il mondo potrà cambiare nel momento in cui imparerà a proteggere la vita fin dal grembo materno (Don Salvatore Lazzara).

Alla notizia non si dà troppo risalto, i media sembrano fare a gara tra chi riesca a nasconderla meglio: tuttavia la cosa è ormai risaputa ed è impossibile far finta di niente. Dopo i video-choc diffusi dal Cmp, il Center for Medical Progress, sulle atroci illegalità commesse dalla multinazionale dell’aborto, Planned Parenthood, negli Stati Uniti nulla è più come prima. Le indagini, avviate a seguito delle immagini-denuncia rese pubbliche, hanno indotto e stanno ancora inducendo molti leader politici a tagliare i fondi ed a chiudere le cliniche dell’orrore. E’ accaduto in Florida, dove è stata imposta la sospensione di tutti gli interventi in agenda e sono state preannunciate sanzioni dopo le verifiche condotte dall’ACHA-Agency for Health Care Administration in ben quattro strutture in cui sono state riscontrate irregolarità gravi, a seguito dei controlli richiesti direttamente dal Governatore, Rick Scott. Lo stesso nel New Hampshire, dove sono stati tagliati a Planned Parenthood fondi pubblici per 650 mila dollari. Provvedimenti analoghi sono stati assunti anche dal Governatore della Louisiana, Bobby Jindal.

Ma è notizia recente – subito diffusa dall’agenzia LifeSiteNews – quella relativa alla presa di posizione del Governatore dello Utah, Gary Herbert, che ha definito «profondamente preoccupanti» le accuse mosse alla multinazionale dell’aborto, in particolare quella di aver da tempo avviato un vergognoso, disumano traffico di organi tratti dai feti abortiti, il tutto a scopo di lucro. Per questo Herbert ha ordinato al suo Dipartimento della Sanità di cancellare l’invio di contributi pubblici a Planned Parenthood. La stessa cosa ha fatto anche il Governatore dell’Arkansas, Asa Hutchinson, stracciando i contratti multimilionari in essere, poiché «questa organizzazione – ha detto – non rappresenta i valori della gente del nostro Stato». Lo stesso l’Alabama, che ha seguito tale esempio, mentre un gigante del settore biomedico, StemExpress, ha annunciato di aver immediatamente interrotto qualsiasi rapporto di collaborazione con Planned Parenthood.

Secondo il Daily Signal, sono 13 gli Stati americani, che hanno avviato indagini sulle procedure seguite dalla multinazionale dell’aborto nel proprio territorio di competenza. I media ora possono anche occultare la notizia o mentire ed il Partito Democratico americano, la cui campagna elettorale è stata in buona parte pagata anche da Planned Parenthood (Presidente Obama in testa), può anche agitarsi per tutelare il proprio ingombrante sponsor. Ma i fatti e le immagini, ormai, parlano da soli. Anzi urlano, per chi ancora non abbia ucciso la propria coscienza…

Mauro Faverzani

Fonte: corrispondenzaromana.it 

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