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Il governo portoghese, una coalizione tra il Partito Socialdemocratico (PSD) e il Partito Democristiano (CDS-PP), ha approvato nel Parlamento una legge che limita la normativa sull’ aborto del 2007 e impone nuove condizioni per quelle donne che vogliono porre fine alla loro gravidanza. Sotto il nome “Per il diritto di nascere”, sono stati approvati due testi che stabiliscono nuove condizioni per la pratica dell’aborto in Portogallo. Il provvedimento ha avuto il voto favorevole dei parlamentari conservatori del governo e il voto contrario dei partiti dell’opposizione, che hanno qualificato la misura come una battuta d’arresto per i diritti delle donne.

La prima proposta, approvata e presentata dal governo, è stata l’introduzione di una “tassa moderata” a carico delle donne che vogliono interrompere la gravidanza nel sistema sanitario pubblico. Il secondo testo è una proposta di iniziativa cittadina chiamata “Diritto di nascere” il cui scopo è la “tutela della maternità e della paternità”. Le donne che cercano di abortire devono prima ricevere consulenza e informazione psicologica e sociale da parte di professionisti della salute così come essere informate sulle opzioni e alternative all’aborto, come gli aiuti per la maternità.

“Le donne devono essere consapevoli delle condizioni dell’assistenza in relazione alla gravidanza e alla maternità. Per garantire un accesso tempestivo ed efficace alle informazioni si deve eseguire un controllo obbligatorio sugli impianti sanitari ufficiali, così come fornire consulenza ginecologica e ostetrica, cosa che dovrebbero fare i servizi di consulenza e i programmi di assistenza sociale rivolte alle donne in stato di gravidanza”, si legge nella legge.

È inoltre necessario il “consenso informato” da parte di entrambi i genitori prima della decisione di abortire, poiché non è solo una decisione delle donne, ma anche dell’altra parte (il padre), alla quale “verrà chiesto circa la loro capacità di assolvere i loro doveri di paternità”, afferma la legge. La legge include i medici obiettori, che non saranno più esclusi dalla consultazione e potranno essere coinvolti nel processo di consulenza e assistenza alle donne.

I partiti dell’opposizione e le associazioni femministe e pro aborto hanno dichiarato che questi emendamenti vanno contro i diritti delle donne e che le consultazioni renderanno più facile raggiungere la scadenza dell’aborto libero fissata in 10 settimane. “Queste proposte mirano a introdurre gli strumenti e i meccanismi per limitare la libera scelta delle donne e alla creazione di barriere per bloccare e ritardare il procedimento”, ha dichiarato il vice Presidente del Partito Comunista, Paula Santos, e ha aggiunto che si tratta di “un profondo declino rispetto all’accesso ai diritti sessuali e riproduttivi”.

In Portogallo, la legge sull’aborto è stata approvata con un referendum nel 2007. La legge permette l’aborto entro le prime 10 settimane. Dopo, l’aborto è consentito solo in caso di pericolo per la salute della madre o se il bambino ha anomalie fetali.

Auxi Rodriguez, per notizieprovita.it

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