Storia

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Il 4 novembre in Italia è una festa, anche se si va a lavorare lo stesso, e non è un giorno segnato in rosso nel calendario: è la festa dell’unità nazionale e delle forze armate, un tempo molto sentita e oggi meno nota e ricordata. II 4 novembre è l’anniversario dell’entrata in vigore del cosiddetto armistizio di Villa Giusti del 1918, col quale si fa coincidere convenzionalmente in Italia la fine della Prima guerra mondiale. L’accordo fu firmato a Padova il giorno prima, il 3 novembre 1918, dall’Impero austro-ungarico e l’Italia, che era alleata con la Triplice Intesa (il Regno Unito, la Francia e la Russia). Le trattative per l’armistizio erano cominciate il 29 ottobre, durante la battaglia di Vittorio Veneto: l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico. La festività del 4 novembre è stata istituita nel 1919 ed è durata fino al 1976: è l’unica festa nazionale che sia stata celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il fascismo. Dal 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nella prima domenica di novembre. Negli anni Ottanta e Novanta l’importanza della festa diminuì progressivamente, rispetto agli anni precedenti Sessanta e Settanta in cui era oggetto di discussioni, polemiche e lotte politiche.

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[...] Perché il cappuccino e il croissant si chiamano così? Risale all'11 settembre. Non, non quello. Il primo. L'11 settembre 1683, quando le truppe cristiane, 30.000 uomini, ruppero l'assedio di Vienna, [da parte di] 80.000 ottomani(*). A dare coraggio alle truppe cristiane c'era il monaco cappuccino Marco d'Aviano. Quando il 12 settembre dopo la vittoria Marco entrò in Vienna gli offrirono il caffè: avevano imparato a farlo dai turchi. Il monaco cappuccino lo trovò terribile e allora ingentilì aggiungendo latte fino a che ebbe lo stesso colore della sua tonaca. Vienna aveva rischiato di cadere pochi giorni prima di essere liberata. I turchi avevano scavato un tunnel dove mettere barili di polvere da sparo e farli esplodere, ma un fornaio lavorando di notte aveva sentito il rumore e aveva avvertito i difensori che erano arrivati in tempo. Quel fornaio, unico in tutta Vienna ebbe l'esclusiva della pasta sfoglia. I dolci di pasta sfoglia infatti in Francia sono detti viennoiseries, cose di Vienna. Quel fornaio fabbricò un dolcetto a forma di luna crescente, in francese croissant, in ricordo del simbolo della bandiera turca, che vuol dire: la tua bandiera me la mangio a colazione.

Quindi: mangiando cappuccino e croissant? Stiamo festeggiando la vittoria di Vienna.

cappuccini

(*) Secondo quanto riportato su Wikipedia, "[...] le forze europee contavano su 75/80.000 uomini, contro 140.000 ottomani che avevano invaso l'Austria. La maggior parte di essi tuttavia non si trovava a Vienna il giorno della battaglia. [...]".

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Il 13 ottobre del 1917 circa settantamila persone, provenienti da ogni parte del Portogallo, si raccolgono alla “Cova de Iria” (Fatima). Già da molte settimane si è diffusa la notizia dell’apparizione della “Signora” e del miracolo che Ella ha promesso di compiere. In mezzo alla gente comune ci sono anche nobili, ingegneri, medici, notai e, ovviamente, giornalisti e fotografi. Dal cielo, completamente coperto di nubi, scende una pioggia incessante. Scortati dai familiari, arrivano Francesco, Giacinta e Lucia, i tre piccoli veggenti. Raggiungono, a fatica, il leccio su cui abitualmente si posa la “Signora” ed iniziano a pregare il Rosario. A mezzogiorno, nonostante continui a cadere la pioggia, Lucia dà ordine di chiudere gli ombrelli e la folla obbedisce. Pochi istanti dopo appare la “Signora”, più luminosa del solito. Tutti i presenti notano una nuvoletta bianca muoversi intorno al gruppo.

Lucia chiede: «Chi siete e che volete da me?». Questa volta la celeste Signora risponde di essere la Madonna del Rosario e di volere che in quel luogo venga costruita una cappella in suo onore. Raccomanda di recitare sempre il Rosario e annuncia a Lucia che avrebbe guarito alcuni degli ammalati presenti, poi conclude: «Bisogna che tutti si convertano, che domandino perdono dei loro peccati e che non offendano più Nostro Signore che è troppo offeso». Dopo aver detto questo, apre le mani che si riflettono nel sole. A questo punto, mentre Lucia grida: «Guardate il sole!», avviene il miracolo che lei aveva chiesto perché tutti credessero: Le spesse nubi si squarciano ed appare il sole che comincia a roteare, a cambiare di colore, a danzare nel cielo e poi ad avvicinarsi progressivamente alla terra, come se stesse per precipitarvi.

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Battaglia di Lepanto 7 ottobre 1571 (artista sconosciuto)

Il 7 ottobre, la Chiesa Cattolica celebra la festa della Madonna del Santo Rosario. La data di questa ricorrenza fu stabilita da papa Pio V per ricordare la battaglia di Lepanto, la quale si svolse in quel giorno del 1571, rivelandosi cruciale per scongiurare uno dei più imponenti tentativi di islamizzazione dell'Europa da parte dell'Impero ottomano. Alla vittoria storica della flotta cristiana contribuirono vari elementi, tra i quali spicca la preghiera del Santo Rosario. Per ricordare questi fatti storici, riportiamo di seguito un interessante articolo di Cristina Siccardi, al termine del quale suggeriamo alcuni "link" a siti e un video che aiutano a un ulteriore approfondimento.

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Battaglia di Vienna, di Joseph von Brandt

Ieri, 11 settembre, il mondo - e l'Occidente in particolare - ha ricordato le vittime degli attentati terroristici avvenuti nel 2001. Ma forse non tutti sanno che nella stessa data dell'anno 1683 (cioè 332 anni fa), a Vienna, ebbe inizio una battaglia cruenta che terminò il giorno successivo, 12 settembre, e che vide protagonista il Beato Marco d'Aviano (frate cappuccino). Lo scontro si risolse con la sonora sconfitta dell'esercito dell'Impero Ottomano, facendo così sfumare le mire espansionistiche dei turchi, i quali volevano conquistare la capitale dell'Impero Asburgico per poi procedere verso Roma e trasformare in moschea la Basilica di San Pietro.

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