Cattedrale di San Matteo Apostolo a Washington DC - Brian Moran CCBYNC2

Continua il pellegrinaggio di Francesco a Washington, tra incontri ufficiali di portata storica e piccoli ma grandi gesti di prossimità verso la gente. Come ha dichiarato nel volo verso gli Stati Uniti, “a me piace incontrare tutti”, perché “tutti sono figli di Dio, ogni incontro arricchisce”, sembra ormai una nota costitutiva dello stile che Francesco ha impresso al papato. Intanto, arrivano i “primo frutti”, sull’accorato appello lanciato domenica da Piazza della Rivoluzione a Cuba “sulla pace in Colombia”. Una nota inusuale delle Farc ha “salutato” il Papa precisando che la “riconciliazione” del paese non è lontana. Le Farc, rivolgono “il saluto di migliaia di guerriglieri e guerrigliere al Papa fratello dei poveri, missionario di pace e concordia, al Pontefice che ama e custodisce il creato”. Le Farc chiedono al Papa di “continuare a diffondere la buona nuova della pace in Colombia e contribuire a portare a termine una giornata nazionale di contrizione affinché tutti gli attori del conflitto, combattenti e non combattenti, riconoscano le responsabilità”, in modo che il conflitto “non si verifichi mai più”.

Tornando alla visita, Francesco, come prevede il fitto programma, incontra nella Cattedrale di San Matteo Apostolo, a Washington, gli oltre 400 vescovi Americani, ricordando l’”inizio della Chiesa” negli Stati Uniti: “sin dagli albori della “nazione americana”, quando all’indomani della rivoluzione venne eretta la prima diocesi a Baltimora, la Chiesa di Roma vi è sempre stata vicina e non vi è mai mancata la sua costante assistenza ed il suo incoraggiamento”.

La struttura della Conferenza Episcopale USA

Il primo embrione dell’attuale Conferenza episcopale degli Stati Uniti può essere fatto risalire al 1917, quando i vescovi americani costituirono il Consiglio Nazionale Cattolico per la Guerra (National Catholic War Council - NCWC) che avrebbe contribuito – con fondi e personale –all’assistenza spirituale e umana alle truppe americane dopo l’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale. Negli anni che seguirono, nome e finalità dell’organismo mutarono, sostituendo anche la parola “Conferenza” al termine “Consiglio”, e nel 1922 venne istituita la National Catholic Welfare Conference, con sede a Washington D.C., il cui impegno era dedicato a temi importanti quali istruzione, immigrazione e azione sociale, secondo un modello conservato fino al 1966, quando vennero istituite la National Conference of Catholic Bishops (NCCB) e la United States Catholic Conference (USCC).

Il 1° luglio 2001 la NCCB e la USCC si sono fuse in un unico ente, la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (United States Conference of Catholic Bishops - USCCB), che continua il mandato dei due organismi preesistenti e la cui missione è di sostenere il ministero dei vescovi, con particolare attenzione all’evangelizzazione. La fusione è frutto di un lungo processo di ristrutturazione avviato nel 1992 ed è stata la più importante riforma strutturale dagli anni del Concilio Vaticano II. Tra le novità più significative del nuovo organismo figurano l'attribuzione di maggiori poteri decisionali alle Conferenze episcopali regionali e il raddoppio dei rappresentanti delle stesse Conferenze regionali nel Comitato esecutivo, l'organo decisionale più importante dell’USCCB dopo l'Assemblea plenaria.

Le varie Commissioni episcopali, facenti capo a un vescovo, sono coordinate da un Segretariato. L’organizzazione della USCCB ha subito successivamente ulteriori modifiche per consentirle di focalizzare meglio le sue risorse sulle priorità pastorali fissate per il quinquennio 2006-2011: tra queste la promozione del matrimonio, delle vocazioni, della formazione alla fede dei fedeli e la difesa della vita e della dignità della persona umana. Insieme alla missione di evangelizzazione, la USCCB è impegnata con le singole diocesi in campagne umanitarie e sociali a livello nazionale e internazionale.

Don Salvatore Lazzara
farodiroma.it

La foto, in alto, ritrae l'interno della Cattedrale di San Matteo Apostolo (Washington DC) ed è di Brian Moran (licenza Attribution-NonCommercial 2.0 Generic).

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