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I disastri ideologici di un magistrato in pensione, per normalizzare la pratica dell'utero in affitto, è un affronto alla democrazia, ma alla struttura antropologica dell'uomo, così come è stata voluta dalla natura, per regolare la vita. Mesi addietro, quando un magistrato si è permesso di sostenere la famiglia uomo-donna-bambino, i media del politicamente corretto, lo hanno per giorni interi linciato e massacrato, perchè colpevole di ricordare a tutti la verità. Oggi addirittura, usando vocaboli e frasi ad effetto, dal solito giornale di regime, letto da migliaia di italiani, viene definita "giudice coraggio", colei che legittima il grande commercio di milioni di euro della maternità comprata: cioè è normale trafficare l'utero perchè così si fa anche con i reni, e quindi non c'è nulla di sospetto se una donna decide di "donarlo" ad un'altra coppia. Anzi tutto è bello. Normale. Filantropico! Con grande chiarezza la giudice dichiara legittimo tutto: stepchild adoption, omogenitorialità e utero in affitto. Roba che fa rabbrividire. Quelle pratiche sono tutte contro la legge, la "giudice-coraggio" ribalta la legge ideologicamente perché così lei ha deciso. Il Parlamento sta discutendo? Chi se ne frega.
Capite perché è inutile parlare di stepchild adoption in presenza di un ddl sulle unioni civili impiantato in un Paese, l'Italia, dominato dalla magistrocrazia, da questa penosa deriva megalomane che non porta i giudici a interpretare e applicare la legge ma a crearla, a ergersi a manutentori dei costumi, persino a supplenti della realtà sia quando le leggi ci sono sia quando le leggi non ci sono; il tutto in alleanza col conformismo dei media del "che male c'è" che vuol convincerci, dentro il sabotaggio pudico dei significati dalla parole, che vi sia altruismo nel comprare bambini e affittare uteri?
È lo Stato, il primo colpevole, nella sua variante giudiziaria e non politica, che di fatto già si occupa di uteri in affitto autorizzandone la pratica. Se manca la stepchild adoption è la stessa cosa, c'è il mostro magistrocratico che adeguerà il mito del costume alla menzogna grazie a quella consueta pratica anarchica delle sue funzioni. Allora è lecito chiedersi: che fa il Csm? Ricordo a Sergio Mattarella, rispettosamente, che va bene fare il messaggio di Capodanno con il Presepe visibile, ma il presidente del Csm è lui e ritengo doveroso che faccia sentire la sua voce.
 
a cura dello staff allaquerciadimamre.it

 

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