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Quando i terroristi colpiscono con inaudita violenza, tutti sono alla ricerca delle responsabilità da attribuire ai presunti colpevoli, per placare la personale coscienza ed affermare con assoluta certezza “io sono completamente estraneo alle vicende accadute”. I media, i politici, magari anche quelli che hanno permesso l’avanzata silenziosa del terrorismo travestita con gli abiti dell’accoglienza, dell’integrazione e del dialogo tra culture e religioni, non si rendono conto che silenziosamente hanno fatto crescere il tarlo del male, che in modo inaspettato rivela il suo terribile volto di morte e distruzione.  L’Europa stanca e ripiegata in se stessa, capace solo di produrre mostri, e di lottare contro il cristianesimo, dimentica che la “sapienza divina” su cui si è modellata la civiltà occidentale, è il principio di governo che serve per assicurare stabilità, sicurezza e tranquillità; in una parola, per costruire quella pace che trionfa assieme al bene comune, per un mondo dominato dalla giustizia e impregnato di solidarietà. Nelle condizioni attuali della società mondiale, dove si riscontrano tante iniquità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla vera solidarietà, che non è buonismo accomodante e privo di valori, ma affermazione identitaria necessaria per non cadere nelle trame della conquista violenta e silenziosa del terrorismo.

Parigi questa notte ha subito il suo 11 Settembre. Cadaveri ovunque, lenzuola intrise di sangue, terribili attacchi a gente indifesa, una vera e propria carneficina. Tornano in mente le parole paris11della scrittura: "Il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno cosa fare...". Dinanzi all'odio, l'unica risposta non e' la violenza, ma la paziente attesa del giudizio inesorabile di Dio. Si, il Signore si vendicherà, anzi si è vendicato facendo morire Gesù sulla croce. Anche se il male avanza inesorabilmente, l'ultima parola, quella definitiva, appartiene al Bene. Speriamo che questo terribile attentato, non sia il pretesto per attaccare la Siria, continuando ad uccidere persone innocenti, e di conseguenza indebolire l'azione militare della Russia. Sarebbe un ulteriore carneficina consumata non per il bene supremo della pace, ma per tutelare interessi di parte e solidificare tornaconti geopolitici. Gli Stati Uniti e la Francia considerano "ribelli moderati" i terroristi del cosiddetto Fronte Islamico, simpatici signori barbuti che vogliono la nascita di un emirato in Siria. Hanno il merito di voler abbattere Assad. A Obama e ad Hollande piace questa gente. Così, giusto per capire un piccolo pezzo di quanto è accaduto in queste ore. Alberto Negri su Rainews: l'Occidente ha utilizzato i jihadisti per abbattere il presidente Siriano. Lo ha fatto prima con Gheddafi. Lo fa da 30 anni in tutto il mondo, a partire dall'Afghanistan. Questo è il risultato. "Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all’ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi per esprimere il «De profundis», il grido cioè ed il pianto dell’ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce. E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte?" (Beato Paolo VI, PP). Come si può uccidere in nome di Allah? Bestie di Satana ritornate nella fogna da dove siete venuti.

L'ISIS, ha immediatamente esultato, per ciò che i suoi uomini stanno facendo a Parigi. Se non si prende coscienza che l'ISIS ha determinato una nuova strategia multidirezionale, questi gravissimi episodi saranno ripetuti, anche altrove. Sembra la prova generale per il giubileo della misericordia, quando milioni di credenti confluiranno a Roma per lucrare l'indulgenza plenaria. E ora diciamo che è un altro caso isolato, altrimenti i terroristi mascherati da amici musulmani, si potrebbero irritare. Oppure diamo la colpa all'Occidente cattivo, o, al limite, al neoliberismo e alle crociate. E mi raccomando aboliamo il presepe e pure i festeggiamenti natalizi, sempre per non far saltare la mosca al naso ai terroristi. Loro sono contenti, perché tanto lavoro di conquista lo stiamo facendo noi a scapito della nostra cultura.  Il Consiglio dei Musulmani francesi (Cfmc) ha denunciato "con il massimo vigore l'atroce e malvagio attacco" e "vista la gravità della situazione il CFmc chiede all'intera nazione di dimostrare unità e solidarietà" e chiede "ai musulmani in Francia di pregare affinché la Francia affronti questa terribile sfida in pace e dignità". Adesso l’attacco “dell’ISIS” ai parigini – classica strategia della tensione – può avere anche il senso di una punizione: per il fatto che Hollande, appoggiato da Juncker, hanno alzato la voce contro le sanzioni europee a Mosca, ventilando che andrebbero tolte? Chissà. Invece è certo che la orribile tragedia è stata profetizzata. Su Paris Match del 2 ottobre un giudice Trévédic profetava: “Gli attentati in Francia saranno di una scala paragonabile all’11 Settembre”. Le Nouvel Observateur: “I servizi temono un 11 Settembre francese”. Se questa tragedia è stata chiamata in anticipo “Un 11 Settembre”, vuol dire che ci attendono altri 15 anni di “guerra globale al terrorismo”. Eventualmente anche contro la Russia, la sola che – con Assad – sta davvero cercando di eliminare il terrorismo islamico. Se traesssimo la lezione giusta, ci affiancheremmo alla Russia. Invece volete scommettere che non avverrà?

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Non possiamo non ricordare le riflessioni pronunciate da Benedetto XVI a Ratisbona. Il politicamente corretto mediatico e politico che a quel tempo di scagliò duramente contro il pontefice emerito, oggi condanna gli attentati, ora si strappa le vesti: "Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l'imperatore tocca il tema della jihād, della guerra santa. Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". È probabilmente una delle sure del periodo iniziale, dice una parte degli esperti, in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il "Libro" e gli "increduli", egli, in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava". L'imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue - egli dice -, non agire secondo ragione, „σὺν λόγω”, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…".

I giornalisti non fanno che parlare di luoghi, del numero dei morti, degli ostaggi, del tipo di armi utilizzate, di spari, di frontiere chiuse, di stato di emergenza, del discorso di Hollande, di Obama, addirittura delle "pregnanti" parole di Renzi, snocciolano nomi di vie, nomi di locali, rievocano precedenti attentati ecc… ecc.... solo un dato resta assolutamente vago, occultato: quello dei colpevoli. Citano, di tanto in tanto, generici terroristi. Saranno terroristi Baschi? Dell'IRA? Neofascisti? Tifosi neonazisti tedeschi? Incredibile che la parola Islam/Islamici non sia mai stata pronunciata... Questo non può essere casuale... In questa interminabile esaltata logorrea mediatica, i giornalisti solo controllandosi volontariamente possono continuare ad evitare di pronunciare la parola Islam, e pure evitare ogni riflessioni circa le cause, i colpevoli, i mandanti ecc. tutti ragionamenti che, se intrapresi, li costringerebbero inevitabilmente a parlare appunto di Islam... Insomma, pare proprio che un bavaglio censorio sia perfettamente attivo sui nostri media principali. Possiamo scommettere che domani, il primo politico che parlerà di pericolo islamico, di pericolo terroristico, di pericolo rappresentato dai clandestini... sarà accusato (oltre che di razzismo, xenofobia ecc.) di... strumentalizzazione! Il nichilismo laicista che muove guerra al cristianesimo ripagato con gli islamici padroni di Parigi. Rinnegare ciò che va difeso, ovvero il cristianesimo come fatto storico europeo, elimina la verità netta tra bene e male e la sostituisce con l'umanitarismo politicamente corretto del liberalismo fellone del "tutto è bene" che determina, come conseguenza irrazionale, la trasformazione della libertà in un nemico. Come è giusto che sia. La libertà nichilista, stasera, ha prodotto il suo paradosso: uno Stato, il secondo stato europeo, costretto a limitare circolazione dei suoi cittadini e chiude le frontiere.

parigi4aaIn Italia, il rinnegamento delle radici cristiane, in questo momento storico a cosa porterà? Nei giorni scorsi Il PD, ha deciso di concedere il patrocinio della Regione Toscana e del Ministero dei Beni culturali a una mostra che espone l'opera "Piss Christ", una fotografia di un crocifisso immerso in un bicchiere di urina. È la stessa sinistra che reputa offensivi il presepe, i crocifissi nelle scuole, i simboli cristiani perché urtano la sensibilità degli immigrati. Questa gente è sempre pronta a tutelare la sensibilità altrui tranne quella del popolo italiano! Come mai nessuno si è ribellato? Forse se si trattava di mettere nell’urina il Corano, i soliti buonisti anticristiani avrebbero protestato vivacemente per far annullare la mostra. Quando accadrà in Italia qualche attentato, gli stessi che hanno permesso, patrocinato e finanziato la mostra, avranno l’ardire di battersi il petto. Basta ipocrisia! Il capoluogo toscano, è finito nel vortice della polemica per la visita di una scolaresca alla “crocifissione bianca” di Marc Chagall, in mostra a Firenze a Palazzo Strozzi. Censurata dal consiglio di interclasse delle classi terze della scuola primaria “Matteotti” che ha deciso di non portare i bambini in gita all’esposizione dedicata alla “Bellezza Divina”, “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra”. Ma ci rendiamo conto?

Queste tre righe, scritte nel verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe, hanno scatenato le mamme e i papà di questo istituto. L’uscita didattica era già stata programmata: l’idea era quella di far comprendere ai bambini la bellezza dei lavori di Van Gogh, di Chagall, di Picasso e Matisse esposti nel meraviglioso palazzo fiorentino. Nessuno aveva pensato che potessero sorgere dei problemi di fronte a delle opere così famose. Anzi molti genitori avevano pensato che l’occasione di avere in città quadri di artisti così importanti fosse davvero un’opportunità anche per la didattica ma qualcuno nell’assemblea dell’interclasse ha sollevato il problema: quei crocifissi, rappresentati nelle opere, potrebbero urtare i non cattolici. Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino, Dario Nardella, sulla sua pagina Facebook: “Se è vero che una scuola fiorentina ha annullato la visita degli alunni ad una delle più belle mostre fiorentine di arte sacra degli ultimi anni “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche” saremmo davanti ad un fatto quantomeno insensato. Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso – sul quale stiamo fondando una nuova Scuola Fiorentina internazionale con Rabbino, Cardinale e Imam – ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che evidentemente da noi è soprattutto arte cristiana. Senza togliere che alla mostra “bellezza divina” vi sono mirabili pitture del grande Chagall che proprio cattolico non è! A volte mi chiedo a cosa pensano certi insegnanti? Forse che io, cattolico, non possa fare una gita ad Istanbul o a Tel Aviv perché queste città ferirebbero il mio credo?”. A conclusione della polemica, però i bambini non sono andati alla mostra. E allora a cosa sono servite le proteste?

Non saranno la guerra, né l'urlo contro la tolleranza, né l'insulto alla totalità del mondo musulmano a fermare quest'orrore. La pace ha un prezzo, alto, s'intende, com'è eccelso il suo valore. Ognuno lavori su se stesso, tanto per cominciare: la verità è che si uccide e si combatte per molto meno, ma i numeri del 'molto meno' non ci tengono incollati alla TV giorno e notte - senza nulla togliere alle dimensioni spaventose di questa tragedia, naturalmente -. Dire, per esempio, che l'Italia è un paese di pace, è una menzogna: basta andare allo stadio o prendere parte ad una manifestazione, per dimostrarlo. La natura politica del problema è macrocosmica ed inestirpabile, perché è profondamente radicata nel cuore dell'uomo che non può più dichiararsi inconsapevole. Una cosa è certa: il genere umano non è tutto così. I musulmani non sono tutti così. Inutile teorizzare sulle soluzioni. Oggi tutti pretendiamo di avere la verità in tasca... Se non siamo in grado di risolvere le grandi manovre, abbiamo l'onestà di cominciare dalle piccole. Se non sappiamo uscire sorridenti da una riunione di condominio, perché le nostre ragioni valgono sempre più del resto, se non sappiamo tenere una famiglia unita, se togliamo il saluto ad un fratello (figlio dello stesso genitore) per un bene materiale, vogliamo risolvere un dramma di questa portata? L'operazione di pace ha un imprinting ben preciso. Ed è solo questione d'amore. Macrocosmico, appunto.

Papa Francesco ha accolto con sgomento le notizie sugli attacchi terroristi a Parigi che hanno fatto almeno 120 morti. In Vaticano - afferma il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi - stiamo seguendo con costernazione queste terribili notizie: “Siamo sconvolti da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica e di odio che condanniamo nel modo più radicale insieme al Papa e a tutte le persone che amano la pace. Preghiamo per le vittime e i feriti e per l'intero popolo francese. Si tratta di un attacco alla pace di tutta l'umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell'odio omicida  in tutte le sue forme".

Concludiamo lasciando la parola alla Fallaci: "Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passolacrima finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l'arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell'Avvenir è contro Ragione. E contro Ragione anche sperare che l'incendio si spenga da sé grazie a un temporale o a un miracolo della Madonna.

Il Corano non mia zia Carolina che ci chiama «cani infedeli» cioè esseri inferiori poi dice che i cani infedeli puzzano come le scimmie e i cammelli e i maiali. È il Corano non mia zia Carolina che umilia le donne e predica la Guerra Santa, la Jihad. Leggetelo bene, quel «Mein Kampf», e qualunque sia la versione ne ricaverete le stesse conclusioni: tutto il male che i figli di Allah compiono contro di noi e contro sé stessi viene da quel libro. È scritto in quel libro. Intimiditi come siete dalla paura d'andar contro corrente cioè d'apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa.

Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All'annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po' più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri."

Don Salvatore Lazzara

 

Con il contributo di: Loredana Corrao, Oriana Fallaci, Alessandro Aramu, Gianfranco Petronio,  Gennaro Rossi. 

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