Osservatorio gender

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La teoria del gender (che vuol dire “genere”, in inglese) si è imposta di recente come una fonte di dibattito inesauribile. La questione riguarda la netta separazione fra sesso, condizione fisica data dalla nascita, e genere, ed in fine distinzione acquisita dalla società. All’interno della discussione rientrano l’azzeramento delle differenze sessuali e l’indifferenza o meno verso le abitudini sessuali dell’individuo. Il principio di questa teoria si basa sulla distinzione radicale nella persona umana fra il suo sesso biologico e la sua identità sessuale. Se il sesso biologico è determinato dalla nascita, l’identità sessuale è “la percezione soggettiva che si ha del proprio sesso e del proprio orientamento sessuale” (Dizionario Hachette),  sarebbe il frutto di un preciso clima culturale e di un condizionamento sociale. Il bambino gioca con le macchinine, la bambina con le bambole: secondo la teoria del gender questi due comportamenti sarebbero il risultato di una rappresentazione sociale ereditata, senza alcuna relazione con il sesso biologico.

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Oggi il Parlamento Europeo approverà la risoluzione Rodrigues, completamente impregnata di ideologia Gender di cui inzuppare anche tutte le scuole dell'Unione. Probabilmente ci riempiranno di titoloni su quello che "ci chiede l'Europa", ma si tratta di risoluzioni politiche giuridicamente non vincolanti. Non cediamo la nostra libertà educativa ai nostri parlamentari nazionali, figurarsi a quelli di altre nazionalità. Aspettiamo quindi che si posi la nuvola di fumo e andiamo avanti più motivati di prima! Ecco alcuni degli "auspici" della risoluzione (ogni volta che leggete "genere" si tratta delle decine di a-scientifiche identità di genere inventate):

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E' ripreso alle 13.30 l'esame della commissione Giustizia del Senato sul ddl Cirinnà sulle unioni civili. Secondo il calendario deciso dalla presidenza della commissione la prima seduta, prevista per oggi, dopo la pausa estiva, ha come oggetto il provvedimento sul quale occorre votare gli oltre 1.500 emendamenti presentati. La prossima seduta è prevista per martedì prossimo con la possibilità di notturne per esaminare gli altri provvedimenti assegnati alla commissione. L’istituzione dell’unione civile tra persone dello stesso è «formazione sociale specifica». Sta nell’emendamento del Pd approvato all’articolo 1 del ddl Cirinnà dalla commissione Giustizia del Senato, riunita oggi, la soluzione di compromesso con cui si spera di raffreddare gli animi tra i senatori della maggioranza. Per Maurizio Sacconi "la definizione delle unioni civili come specifica formazione sociale appare come un disperato espediente" per distinguerle dal matrimonio, ma "la descrizione di questa “formazione sociale” è quella del matrimonio". L’astensione a Palazzo Madama, ricorda il presidente della commissione Lavoro, "ha lo stesso significato del voto contrario". E non cancella, per Sacconi, il rischio di consentire alle coppie gay l’adozione o l’utero in affitto. Cosa prevede il decreto sulle cosiddette unioni civili?

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Il pericolo gender, in realtà, si annida nel sedicesimo comma dell’art. 1 della legge, che testualmente recita così: «Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all'articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del  predetto decreto-legge n. 93 del 2013». L’insidia sta in due punti di questa disposizione normativa: il termine «violenza di genere» e il richiamo all’art. 5 della Legge 119/2013, la cosiddetta “Legge sul femminicidio”. Vediamo attentamente come stanno le cose.

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La smentita della Sala stampa della Santa Sede, sulla missiva inviata dalla Segreteria di Stato a Francesca Pardi, (nota scrittrice di libri gender, introdotti nelle scuole di Venezia ed ora ritirati dall’amministrazione Brugnaro), circa l’incoraggiamento di Papa Francesco a continuare ad “andare avanti”, nella sua attività, è la dimostrazione più evidente che viviamo dentro una dittatura di pensiero molto pericolosa. Alcuni gruppi di potere hanno un obiettivo chiaro, preciso: sconvolgere la realtà con la disinformazione, per vendere alla gente ogni sorta di menzogna e falsità, farcite di relativismo etico e morale, come verità assolute, certe. Di conseguenza, sono gli “altri” i cattivi, i nemici della gente e del progresso, i retrogradi, i medievali, i razzisti, gli omofobi, gli ultra cattolici, gli oscurantisti, a seminare con le loro idee, sospetti, odio e rancore.

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