Attualità e pensieri

onesti11

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nozzeg11

A margine delle polemiche sulla sospensione delle “benedizioni pasquali” nelle scuole Bolognesi,  il Consiglio di Stato, ha sospeso l’esecuzione della sentenza del Tar che le vietava in tre scuole bolognesi: le elementari Carducci e Fortuzzi e le medie Lavinia Fontana, facenti parte dell’istituto comprensivo 20. Il 28 aprile - quindi con la Pasqua ormai alle spalle - la decisione definitiva verrà presa in Camera di consiglio. La diatriba, non si è fermata solo alle scuole. Sempre a Bologna le benedizioni pasquali fanno litigare anche i sindacati e il Comune, accusato da Cgil e Uaar (Unione atei e agnostici) di imporre ai dipendenti l’interruzione del lavoro per accompagnare il sacerdote negli uffici. Ma l’amministrazione oggi ribatte con una nota: “Nessun dipendente del Comune di Bologna sarà costretto ad interrompere il lavoro durante le contestate benedizioni pasquali in ufficio da parte di un sacerdote”. Al parroco “sarà permesso l’accesso alle residenze comunali e saranno indicati i luoghi per la benedizione”.  Questo malessere ingiustificato contro  i “segni della fede”, che arricchiscono la laicità dello stato, è sintomo di un terribile rigurgito anticlericale; e tanti casi dimostra come l’odio contro la Chiesa e il cristianesimo, sia motivo di discriminazione culturale che si vuole fare passare come segno di civiltà e progresso.

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spose11

Le contraddizioni sociali e politiche in Turchia sono tantissime. Dopo le dichiarazioni da parte di Erdogan, di “entrare al più presto nell’UE”, e di “avere più finanziamenti per gestire l’emergenza profughi”, appaiano in netta antitesi con il cammino richiesto per aderire all’Unione. Ankara colpevolizza gli Europei, accusati di “ritardare” la candidatura della Turchia e di rimanere un “club cristiano”, “rifiutando un paese islamico”, mentre la Turchia stessa occupa Cipro, membro dell'UE; trascura i criteri del 1987 e appartiene al più impressionante “club geopolitico musulmano” del mondo: l'Organizzazione della Conferenza islamica, assieme agli Stati islamo-totalitari che perseguitano le minoranze religiose, le donne e i difensori della laicità. Inoltre, aderendo all'OCI, la Turchia prova di non condividere i valori europei, perchè Ankara ha firmato la Carta islamica dei diritti dell'Uomo della stessa organizzazione che prevede la limitazione della libertà d'espressione, la pena di morte per i blasfematori, la condanna alla stessa pena per i musulmani convertiti ad un'altra religione e la superiorità delle leggi coraniche su quelle civili.

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donne insieme11

Oggi è la festa della donna. Al tempo dell’ideologia gender, che cerca in tutti i modi di trasformare  l’identità femminile consegnandola ad un’opzione individualistica e fluida mutevole nel tempo, offuscandone la bellezza primordiale, per consegnarla allo sfruttamento e alla sottomissione dei nuovi imperi economici, che spianano la strada verso nuove frontiere speculative, da cui non nasce nulla di buono; non possiamo, per amore della Verità, rimanere in silenzio. La differenza sessuale umana porta in sé l’immagine e la somiglianza del Creatore. Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio. Possiamo dire che senza l’arricchimento reciproco in questa relazione — nel pensiero e nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede — i due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere uomo e donna. La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo.  La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione.

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varani1

«Volevamo uccidere qualcuno solo per vedere che effetto fa». Le parole con cui Manuel Fotto, ventinovenne romano, ha motivato l’omicidio del ventitreenne Luca Varani – avvenuto a Roma qualche notte nel corso di un festino a base di droga e alcol che durava almeno da un giorno – hanno il sapore amarissimo della verità; non perché la verità, di per sé, sia cosa amara, ma perché lo è infinitamente il vuoto che contrassegna questa vicenda. Si tratta infatti di una storia davanti alla quale la sociologia da discount – quella che con la povertà, il degrado e le difficoltà adolescenziali, in pratica, giustifica di tutto – non può nulla e che esige da parte di chiunque voglia capirci qualcosa un’ammissione più grande: quella della progressiva implosione, in questa società, del fattore educativo. Sì, perché è tremendamente difficile cucire addosso a Moffo la tutina del ragazzetto squattrinato di periferia che, poverino, non sapeva quello che faceva.

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