Siria e Medio Oriente

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In Siria sono in corso svariate operazioni militari, di diversi paesi e forze contrastanti. Ecco una mappa per fare il punto sulla situazione.

Francia: Il presidente François Hollande ha detto che dall’8 settembre partiranno dei voli di ricognizione dell’aeronautica francese per monitorare il territorio siriano e capire dove sono le basi dello Stato islamico. Nonostante faccia parte della coalizione guidata da Washington, finora il governo francese non aveva partecipato ai raid aerei contro lo Stato islamico in Siria perché convinto che un simile intervento avrebbe favorito il governo legittimamente eletto di di Bashar al Assad. Hollande ha giustificato il cambio di strategia dicendo che negli ultimi due anni il gruppo jihadista si è molto rafforzato in Siria e che per indebolirlo bisogna colpire anche lì, oltre che in Iraq. L’obiettivo è quello di attenuare la minaccia di attacchi in Francia: l’attentato alla rivista Charlie Hebdo a gennaio o quello di fine agosto sul treno Thalys sono collegati allo Stato islamico.

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Una fotografia di Alan Kurdi, un bambino siriano di tre anni, a faccia in giù e senza vita nella sabbia di una spiaggia turca, ha generato rabbia e dolore in tutto il mondo nei giorni scorsi. Cosa spinge una famiglia come quella di Alan a lasciare la Siria e imbarcarsi in un viaggio che si è concluso con la morte sua e dei suoi congiunti? Anzitutto, fuggono dalle persecuzioni scatenate dai miliziani dell’isis contro le minoranze cristiane e yazide. I fedeli sono sottoposti a torture e violenze indicibili. Rimanendo in Siria Alan avrebbe rischiato di diventare uno delle centinaia di altri bambini di tre anni uccisi dallo stato islamico.

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Dopo l’ondata di indignazione generale per la morte del piccolo Aylan con la faccina rivolta verso la sabbia, non sono mancati nella spirale dell’emozione generale, innumerevoli interventi, da parte di quanti nel tempo hanno causato il disastro in medioriente. Ora, tutti battendosi il petto non fanno altro che parlare di: “accoglienza”, “questione umanitaria”, “fratelli in pericolo”. Dimentichiamo un dato fondamentale: quelli che si indignano per il bimbo fotografato senza vita, in tv e nei mezzi di comunicazione,  sono gli stessi che non tolgono le sanzioni alla Siria. Nel web circolano centinaia di migliaia di foto raccapriccianti, raffiguranti bambini cristiani e yazidi, sgozzati sotto gli occhi dei genitori impotenti. Eppure nessuno ha detto qualcosa per difendere il diritto alla vita di quei poveri innocenti!

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Il Cremlino detterà di conseguenza l’agenda delle relazioni internazionali in un momento storico in cui l’amministrazione Obama viene superata costantemente dagli eventi. La pax proposta dalla Federazione pone come temi centrali del suo programma – che verrà presentato durante il ministeriale del 30 settembre dal ministro degli esteri Sergej Lavrov - la soluzione dei conflitti nel Medio Oriente e nei Paesi dell’Africa settentrionale così come la lotta contro la minaccia del terrorismo. Sul tavolo c’è il conflitto arabo-israeliano, lo Stato Islamico, la situazione in Afghanistan e Liberia, i rapporti tra Sudan e Sudan del Sud, le attività della forza di pace dell’ONU nella regione di Abyei, contesa tra Khartum e Giuba, i sanguinosi conflitti in Iraq, Libia e Yemen, ma soprattutto la guerra civile siriana che pare essere la priorità del Cremlino.

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La polemica sulla foto del bambino siriano trovato morto sulla spiaggia di ‪Bodrum‬, suscita nel web accese polemiche. Quelli che piangono lacrime di coccodrillo, hanno favorito nei tre anni di guerra contro la Siria, lo sviluppo dell’isis e la destabilizzazione del medio oriente. Pertanto invitiamo quanti si strappano le vesti a ricordarsi ogni giorno dei bimbi siriani. Quelli ammazzati dalle bombe dello stato islamico finanziate da Usa, Turchia e Qatar. Nella morte di Aylan, c’è il fallimento dell’Europa, incapace di reagire.

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