Siria e Medio Oriente

deirezzor11

Non c’è limite alle barbarie perpetrate dallo Stato islamico. I jihadisti hanno massacrato almeno 300 civili nel corso di un’offensiva a Deir Ezzor, città dell'omonima provincia orientale siriana. Durante la stessa azione i miliziani dell’Is hanno catturato circa 400 persone, in particolare nella periferia della città, nel gruppo ci sono molte donne e bambini. Le persone sequestrate sono state portate in altre aree della provincia controllate del gruppo terroristico, ma anche alla periferia di Raqqa, roccaforte dell'Isis. Se confermata, sarebbe una delle più grandi stragi commesse, in un unico giorno, in quasi cinque anni di guerra civile in Siria.

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Putin Assad11

Ormai da qualche mese, con gli interventi militari della Russia, l’ISIS sembra ormai allo stremo. I coraggiosi combattenti dello stato islamico, fuggono dalla Turchia travestiti da donna per non essere arrestati dall’esercito russo e siriano.  Nonostante la guerra ha raggiunto una fase cruciale, continuano le incomprensioni degli Stati Uniti e dei paesi alleati, contro la campagna di Putin in Siria. Domanda: è possibile che la coalizione internazionale in quattro anni di guerra, non è riuscita a raggiungere gli obiettivi che i militari russi hanno conseguito in poche settimane nella lotta al terrorismo jihadista? I mezzi sofisticati in possesso dell’intelligence Usa, capaci di scoprire se su Marte c’è acqua, come mai non sono riusciti a “fermare”, la follia conquistatrice dello Stato Islamico quando avanzava nei luoghi strategici in territorio siriano e iracheno?

Veniamo ai fatti. Nelle scorse ore, Assad, si è recato in Russia per incontrare Putin. I due leader hanno discusso della campagna militare congiunta contro lo Stato islamico in Siria. Ma non solo. "La notte scorsa - si legge in una nota - per una visita di lavoro, è stato a Mosca il presidente della Repubblica araba di Siria, Bashar al Assad. Si sono svolti colloqui con il presidente russo Vladimir Putin in formato ristretto e in formato allargato". "I colloqui - spiega Peskov - sono stati abbastanza lunghi e la tematica è del tutto comprensibile", ha sottolineato riferendosi agli sviluppi del conflitto siriano.

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isis cristiani assiri

Tre dei cristiani assiri della valle del Khabur in Siria,  - secondo fonti dell’agenzia Fides-, tenuti in ostaggio dai jihadisti dello Stato Islamico, sono stati uccisi dai loro sequestratori. Lo testimonia il video dell’esecuzione, diffuso nelle ultime ore sui website jihadisti. Nel filmato i tre cristiani assiri compaiono in ginocchio, vestiti con le tute arancioni in un’area desertica, e vengono ammazzati con colpi di pistola alla nuca da tre boia incappucciati. Ciascuno dei tre assiri, prima di essere ucciso, si identifica ripetendo il proprio nome e il villaggio di provenienza: si tratta di Audisho Enwiya e Assur Abraham, provenienti da Tel Jazira, Basam Michael, e da Tel Shamiram. Dopo la loro esecuzione, il video si conclude con altri tre assiri ripresi in ginocchio e in tuta arancione davanti ai cadaveri dei tre giustiziati. Anche loro rivelano il proprio nome e il villaggio di provenienza, e uno di loro aggiunge in arabo, indicando i corpi dei tre assiri già uccisi: «la nostra sorte sarà la stessa di questi, se non vengono seguite le procedure corrette per il nostro rilascio».

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assad

Scusate, non capisco. La guerra all’Isis va bene se la combatte Obama, non va bene se l’annuncia Putin. I raid sono salvifici se li lancia la Francia di Hollande, non vanno bene se li conducono i caccia russi. Se un marziano atterrasse oggi sulla Terra non riuscirebbe a capire gli strani comportamenti degli umani. Già perché la Logica imporrebbe la creazione di un fronte unico per combattere il nemico comune. Non è una novità, peraltro. La Seconda Guerra Mondiale contro la Germania nazista è stata vinta grazie all’insolita alleanza tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti (e l’Inghilterra). Quando, all’indomani dell’11 settembre, Washington ha chiesto ai Paesi del mondo di sostenerla nella lotta contro Al Qaida, quasi nessuno si negò, nemmeno la Russia, che all’epoca era già di Putin, e persino la Siria, che partecipò attivamente al programma di rendition, mettendo a disposizione le proprie prigioni per detenere e torturare i sospetti terroristi catturati dagli Usa in giro per il mondo.

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greta1

Per il rilascio di Greta e Vanessa, le due ragazze italiane rapite in Siria lo scorso anno, è stato pagato un riscatto di circa 11 milioni di euro. Lo dicono fonti giudiziarie di Aleppo, secondo cui una delle persone coinvolte nel negoziato è stata condannata per essersi intascata circa metà del riscatto.

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