Famiglia e Vita

sale

La “fabbrica dei bambini” di Gurgaon, il polo tecnologico di New Delhi, è in un’anonima palazzina a due piani, tra un dedalo di viuzze, con sullo sfondo i grattacieli delle multinazionali. Un portiere in divisa, dietro una grossa scritta “reception”, controlla l’ingresso. Sedute sui gradini ci sono un paio di donne con il “pancione” che cercano un po’ di fresco nell’afoso pomeriggio. Siamo nel Vansh Surrogacy Center (VSC), uno dei tanti centri di maternità surrogata dell‘India, una tecnica di fecondazione assistita che permette alle coppie sterili di avere figli “affittando” a pagamento l’utero di una donna, come ha fatto, per esempio, il cantante gay Elton John con il compagno David Furnish. Anche il gay Elton John si è servito della maternità surrogata. L’India è uno dei pochi Paesi al mondo, insieme a Russia, Ucraina, Nepal, Grecia e alcuni stati americani, in cui questa pratica è legale. Grazie al basso costo e alla disponibilità di madri surrogate, il “surrogacy tourism” è l’ultima frontiera del turismo medico nel subcontinente indiano.

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unioni

La decisione di definire le unioni civili “formazioni sociali specifiche” – che, conoscendo l’andazzo, potrebbero diventare presto F.s.p. – ha amareggiato non poco il mondo Lgbt: «In effetti la definizione non è entusiasmante, ma rimane nella premessa la dicitura Unioni Civili», commenta sul proprio profilo Facebook, nel tentativo di arginare la delusione, Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. Coloro che più di tutti, però, dovrebbero sentirsi offesi da questa mossa, sono i contrari al riconoscimento delle unioni civili e, in particolare, i cattolici. Per due ragioni, una più legata all’attualità e l’altra di carattere storico. La prima è dovuta al fatto che questa espressione “formazioni sociali specifiche” è farina del sacco proprio dell’area cosiddetta cattolica del Partito Democratico che, pur di non far affondare l’istituto delle unioni civili ha pensato bene di cambiargli il nome. Ma le parole dicono fino ad un certo punto del male reale che poi effettivamente nascondono: anche Little Boy, per dire, sarebbe un nome simpatico, non fosse stato quello della bomba atomica.

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Filippo Savarese*, parliamo delle ultime dichiarazioni del premier Renzi sulle unioni civili. Quale tranello si nasconde dietro le parole pronunciate dal presidente del Consiglio?

Il tranello del “o con me o contro di me”. Sulle unioni civili Renzi fa la voce grossa col Nuovo Centrodestra e con la Conferenza Episcopale Italiana, minacciando nei fatti un patto alternativo con Vendola e Grillo se l’alleato di Governo non si deciderà a mediare, ma sa troppo bene che sarebbe un messaggio catastrofico da indirizzare all’elettorato moderato, che è la sua gallina dalle uova d’oro alle elezioni. Il Premier farebbe volentieri a meno di perder tempo su una legge inutile e ideologica (aderì addirittura al Family Day del 2007), ma ora ha qualche debito da pagare ai referenti della lobby Lgbt nel Partito Democratico, i vari Scalfarotto, Cirinnà, Lo Giudice. Nella prospettiva di guai a sinistra del Pd, non vuole certo indispettirsi anche voti centristi, per questo spera in una legge di compromesso con Ncd. D’altro canto il Nuovo Centrodestra tutto deve mantenere le posizioni politiche su cui ha chiesto ed ottenuto i voti alle ultime elezioni. Ho letto che l’On. Dorina Bianchi, ex Pd, si dice favorevole all’adozione interna alla coppia omosessuale del figlio avuto con utero in affitto. È una posizione gravissima che deve essere e rimanere isolata. Apprezzo moltissimo invece i richiami all’ordine di Sacconi, Roccella, Pagano... perché rappresentano, su questo tema, il sentire del popolo che il 20 giugno a Roma ha invaso piazza San Giovanni contro il ddl Cirinnà. Mi auguro che il partito e la dirigenza sappiano fare bene tutti i loro conti, elettorali e di coscienza.

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aborto

Un medico che pratica l’aborto può decidere di lasciare quell’industria (fiorente). Qui si raccontano tre storie di dottori che hanno avuto delle esperienze tali da far cambiar loro il modo di vedere l’aborto.

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Adi1

Mario Adinolfi*, le conferenze previste al Meeting di Rimini, gestito da Comunione e Liberazione, sono state, per dei motivi chiari e precisi, censurate. Si tratta nelle migliori ipotesi di una sospensione di opportunità, oppure è frutto di un disegno molto più pericoloso e destabilizzante per la democrazia, la libertà di pensiero e il futuro dei nostri figli?

Dobbiamo avere chiaro che esiste una violenta offensiva dei grandi giornali, dei media mainstream, di alcuni poteri forti che puntano a intimidire chiunque si opponga all'ideologia gender. Nel caso specifico il quotidiano La Repubblica ha costruito una campagna video pesante, accompagnata da articoli menzogneri che hanno avuto per oggetto quelle conferenze e il meeting di Rimini. A mio avviso è stato un errore cedere all'intimidazione, ma devo dire la verità: resistere a quel tipo di pressioni è difficile. Io lo faccio e pago ogni giorno a caro prezzo, quindi conosco il problema perché lo vivo sulla pelle.

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