Famiglia e Vita

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Basterebbe avere la pazienza di leggere il testo della Relazione finale per capire che certi articoli probabilmente erano già scritti prima ancora che il Sinodo finisse. Come è possibile aprire le testate dei quotidiani con titoli falsi e non rispondenti alle indicazioni della Relatio Finalis? La “prudente” apertura verso i divorziati risposati, è una strada ancora da verificare, anche se è stata ribadita la vicinanza e della Chiesa nei loro confronti. I vescovi sono chiamati ad “esaminare” caso per caso, alla luce del Magistero per dare risposte concrete a quanti vivono condizioni di disagio matrimoniale e familiare. Continua la campagna mediatica di disinformazione tesa a creare confusione. La sfacciata disonestà intellettuale del giornalismo che deve falsare, mistificare, inventare per sopravvivere, non rende un servizio alla Verità, ma agli interessi di parte. La cosa più fastidiosa è la superficialità con cui certa stampa prende in giro chi vive situazioni di sofferenza, strumentalizzandole e gettandole in pasto nella fauci affamate delle ideologie imperanti. Sono passati “volutamente” inosservati, due paragrafi, importanti e fondamentali, dove viene condannata l’ideologia gender ( n. 8), giudicata pericolosa per la sussistenza della famiglia, e  il n. 76, dove i Padri ribadiscono alla luce della tradizione ecclesiale la posizione della Chiesa sull’omosessualità, e i “progetti” di equiparazione al matrimonio alle unioni tra persone dello stesso sesso. Sorge una domanda: perché i mezzi di comunicazione, hanno puntato l’attenzione sulla comunione ai divorziati che peraltro non viene nemmeno citata nel documento, trascurando deliberatamente l’appello sulla teoria gender e unioni gay?

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Il Tribunale dei minori di Roma –commenta Giancarlo Cerrelli, Vice Presidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani-, ha emesso oggi per la seconda volta in un anno una sentenza eversiva volta a sovvertire il concetto di genitorialità. Il Tribunale ha, infatti, dato in adozione a una donna la figlia della partner omosessuale, che aveva avuto all'estero grazie alla donazione del seme maschile. I giudici con questa sentenza entrano a gamba tesa nel dibattito parlamentare sulle unioni civili ed in specie sull'adozione da parte delle coppie gay. Non basta però una sentenza ideologica e simbolica come quella odierna a cancellare il dato naturale. Un bambino ha diritto ad avere un papà e una mamma e nessun giudice potrà mai cambiare questa verità inconfutabile per soddisfare il desiderio degli adulti. I giudici con questa sentenza hanno tradito il diritto e la giustizia. Non si può rimanere in silenzio davanti a un tale abominio, occorre far sentire forte la nostra voce!

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Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata…
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita.
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l’autorità di distruggere la vita non nata…
Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare
un’emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio…

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no11

Elena Giuffrida, il “Comitato Uniti per la Famiglia”, nasce come risposta alle inique e distruttive iniziative legislative, giudiziarie e politiche, che mettono in serio pericolo la sopravvivenza dell’istituto familiare. Puoi illustrarci le linee guida del Comitato?

Il Comitato Uniti per la Famiglia nasce da un’idea di un gruppo di persone che già da due anni si occupa di diffondere, nelle città di Acireale e Catania, cultura e informazione in contrapposizione alle politiche di governo e dell’Unione Europea tese a penalizzare se non distruggere l’idea stessa di famiglia, intesa come unione di un uomo e una donna e della loro prole. Le politiche fiscali prima, la quasi assoluta inesistenza di politiche a sostegno della famiglia naturale, e la diseducazione scolastica poi, con l’introduzione della teoria del gender nei corsi curriculari, sono tutte manovre distruttive che fondano la loro esistenza e divulgazione proprio sulla confusione, sulla frammentazione delle notizie e su un bombardamento mediatico di notizie false o montate ad arte. Il Comitato si prefigge proprio un risveglio delle coscienze attraverso una corretta informazione che parta proprio dal basso. Quasi una nuova alfabetizzazione del cittadino italiano, in cui mostriamo passo passo la verità.

Per questo abbiamo pensato ad un qualcosa di forte impatto come il 1° Meeting Regionale Uniti per La Famiglia che si svolgerà lungo l’arco dell’intera giornata del 25 ottobre, presso il palazzetto dello Sport Tupparello di Acireale. E’ stato pensato a moduli di un’ora nei quali i singoli oratori, (Avv. Giancarlo Cerrelli Segretario nazionale Comitato Sì alla Famiglia; il Rev.do Thomas Schirrmacher Presidente commissione teologica dell'Alleanza evangelica mondiale; Don Fortunato Di Noto Fondatore di Meter che si occupa della lotta e denuncia degli abusi su minori; Avv. Gianfranco Amato Presidente associazione Giuristi per la vita;Prof. Gilberto Gobbi Sessuologo psicoterapeuta psicologo; Pastore Giovanni Cereda Teologo; Dott.ssa Angela Grasso Pediatra, allergologa; Prof. Giuseppe Rizza Dirigente scolastico di Trento) tratteranno ognuno un aspetto di questo attacco alla famiglia, dal punto di visto giuridico, etico, medico e psicologico. Non mancheranno gli interventi del sen. Lucio Malan, dell’on. Alessandro Pagano, dell’on. Nello Dipasquale, del Prof. Giorgio Ponte insegnante e  scrittore, della giornalista Raffaella Frullone, nonché portavoce nazionale delle Sentinelle in Piedi e di Filippo Savarese portavoce della Manif Pour Tous Italia. 

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E’ netta come un’evidenza e forte come un ceffone la realtà che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – stando a quanto riferisce Maria Teresa Meli sulCorriere – si è trovato davanti, riassunta da un sondaggio secondo cui due terzi degli italiani sono contrari alla «stepchild adoption». Di che si tratta? Sostanzialmente dell’«adozione per le coppie gay», come oggi titola – con rara onestà giornalistica – anche il sito del quotidiano milanese. La botta demoscopica sarebbe stata tale da indurre lui, il battagliero Premier fiorentino, ad una brusca frenata e, precisa la Meli, a «dare la linea della libertà di coscienza sul voto e dello scrutinio segreto su questo punto». Orbene, sapete che vuol dire? Vuol dire che se dici famiglia il popolo italiano pensa ancora – enettamente – a mamma femmina e papà maschio. Stop.

Significa che neppure il lavaggio del cervello cui ci stanno sottoponendo da anni ha funzionato. Non sono cioè servite le tramissioni televisive dove tutti, eccetto l’Adinolfi, il Giovanardi o la Roccella di turno, canticchiano all’unisono la filastrocca del LoveisLove. Non sono bastati i tweet arroventati di Elton John, né i risolini di compatimento a Che Tempo che fa destinati al sindaco di Venezia. E neppure è bastato ripetere che «tutti gli studi» dicono che l’importante per un figlio è l’amore, studi con campioni ridicoli e condotti con fine predeterminato: ma questo non viene detto, ovvio. Significa insomma che hanno ragione gli amici che dicevano che lo scorso 20 giugno, in piazza San Giovanni, non c’era un milione di persone. Quella era una balla degli ultracattolici. C’era infatti molta, molta più gente ancora. E adesso se ne stanno accorgendo, correggendo il tiro, pure al Governo. Meglio tardi che mai.

Giuliano Guzzo

Fonte: giulianoguzzo.com

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