Attualità e pensieri

pietro11

Papa Francesco è rimasto "molto amareggiato" dalla vicenda del nuovo scandalo della fuga di documenti e notizie riservate della Santa Sede, inchiesta ribattezzata impropriamente  Vatileaks 2. I media trascurano spesso un dato importante e fondamentale: la fuga di notizie e la pubblicazione di materiale riservato coperto dal segreto di Stato, non è solo ed esclusivamente un attacco al Papa “pro tempore”, ma fa parte di una strategia più ampia, che ha come obiettivo quello di indebolire la “reputazione” della Santa Sede agli occhi dell’opinione pubblica. Nel corso della storia, non sono mancati “attacchi” feroci, per destabilizzare la Chiesa. Napoleone addirittura pensava di “distruggere” il Papato per annientare il cristianesimo. Per non parlare dell’ondata anticlericale nata all’indomani della rivoluzione francese, che ha cercato e cerca in tutti i modi, e con strategie ben studiate, di mettere in un angolo il Cattolicesimo con sistematici attacchi sostenuti dai mezzi di comunicazione. Si tratta quindi, di una persecuzione vera e propria, in un tempo nel quale il Magistero del Papa, rappresenta l’alternativa alla cultura debole, fluida e relativizzata, capace di trasformarsi in dittatura pur di affermare i propri principi. Le tenebre non prevarranno contro i figli della luce. Lo ha ricordato Gesù nel discorso delle beatitudini: “beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed eslutate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

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bagnasco11

Sui lavori dei padri sinodali, in queste settimane, si sono diffuse leggende, veri e presunti scoop, voci di complotti perfino; si sarebbe potuto agevolmente completare un testo coi miti sul Sinodo! Poi però è successo un guaio: il Sinodo è finito. Un guaio per tutti coloro che garantivano stupefacenti rivoluzioni e che ora sono costretti – pur facilitati da una copertura mediatica senza precedenti – a raccontare frottole, e magari inventare storie come la presunta malattia di Papa Francesco, tesa a creare un'immagine del Pontefice non in grado di prendere decisioni importanti. Possiamo parlare di una operazione, studiata ad arte, per condizionare l’applicazione del Sinodo nella vita quotidiana della società e della Chiesa. I mezzi di comunicazione, non sono estranei a questo tipo di “accordi”, con quanti detengono il potere politico ed economico. Il modello di "campagna" descritto, è stato “inventata” da Overton, per “convincere” in maniera graduale l’opinione pubblica ad “accettare”, determinate questioni, propagandate dai quotidiani, TV e riviste, al fine di giungere ai risultati voluti, e quindi di "manipolare" con estrema facilità la mente delle persone, spingendole ad "accogliere" quasi ad occhi chiusi, le nuove disposizioni. Si tratta di un vero e proprio "potere persuasivo”, incolore ed inodore, di cui purtroppo si servono quanti vogliono “dominare” la società, e la politica. Lo stesso schema è stato utilizzato nei confronti della Chiesa per quanto riguarda la pedofilia, la famiglia, il celibato dei preti, la campagne denigratorie contro il papa, i vescovi e Cardinali… per convincere e instillare nell’opinione pubblica, una visione diversa rispetto a quella reale. In poche parole, rispecchia l’antico detto popolare: “disse il topo alla noce: dammi tempo, perché anche se la tua corazza e dura, riuscirò a bucarti…”.

Questa strategia è stata spiegata dal cardinale Angelo Bagnasco, nella Prolusione al Consiglio permanente della Cei del mese di Ottobre 2015. Nelle riflessioni sulla famiglia ha citato una tecnica di persuasione delle masse, la cosiddetta "finestra di Overton", per dimostrare come con vere e proprie strategie di comunicazioni si riescono a fare accettare "l'introduzione e la successiva legalizzazione di qualsiasi idea o fatto sociale". L’accenno ad Overton, non è stato ripreso ne commentato. Però alla luce degli ultime campagne mediatiche, ritorna attuale, e spiega in modo chiaro il “perché” di tanto clamore mediatico nei confronti della Chiesa, del Papa, dei vescovi e della famiglia.  La finestra di Overton (The Overton Window) è uno schema di comunicazione-persuasione ideato da Joseph P. Overton (1960-2003), già vice-presidente del centro studi statunitense Mackinac Center for Public Policy. In estrema sintesi, si tratta di uno spazio concettuale graduato all’interno del quale si individuano alcune fasi, sei per la precisione, in cui si può descrivere lo spostamento dell’atteggiamento dell’opinione pubblica rispetto a una certa idea.

Si tratta quindi di una spiegazione di uno dei modi in cui avviene la persuasione politica e dei meccanismi che possono essere utilizzati. Sulla base della finestra di Overton, si possono costruire (e sono state probabilmente costruite) campagne a favore di alcune idee non ancora accettate dalla società. Le idee passano dalle seguenti fasi:

1 impensabili (inaccettabile, vietato);
2 radicali (vietato ma con eccezioni);
3 accettabili;
4 sensate (razionalmente difendibili);
5 diffuse (socialmente accettabili);
6 legalizzate (introdotte a pieno titolo)

Il concetto di base è capire in quale finestra si trovi attualmente un’idea (ad esempio, la legalizzazione delle droghe leggere) e farla progressivamente slittare verso quella successiva, in una serie di passi. Ovviamente, avere questo schema non consente molto di più di una fotografia della situazione, se non si è in grado effettivamente di influenzare l’opinione pubblica con esempi, testimonial, propaganda mirata, capacità di persuasione, narrazioni di episodi specifici… Dunque, avete capito come vogliono manipolare la mente degli uomini?

a cura dello Staff allaquerciadimamre.it

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cara11

Ecco un’altra storia di eroismo silenzioso. L’Italia non è quella che i media propagandano ogni giorno. E’ costruita con sacrificio ed abnegazione da tanti uomini e donne che concorrono alla libertà e alla sicurezza dei cittadini, con senso del dovere a sprezzo della propria vita. Se ancora avvengono questi fatti, allora possiamo continuare a sperare in un mondo più giusto e fraterno.

L’appuntato Carlo Morresi della stazione di Falconara ha salvato una donna che voleva lanciarsi dal cavalcavia. “In un’Italia che annaspa tra problemi economici e voglia di rinascita, che non dà giusto merito a chi ci mette il cuore, costringendo persino giovani menti ad emigrare lontano dal calore del sole di casa e dagli affetti, ci sono ancora esempi di enorme umanità”. A Falconara ieri è successo qualcosa di eccezionale, qualcosa che farebbe stringere il cuore anche al più arido. Un carabiniere, che da 20 anni si sbatte in una caserma di una cittadina di provincia, autore più volte di gesti importanti e decisivi, un segugio vero nella lotta agli spacciatori di droga e ai violenti, venerdì pomeriggio non ha solo salvato la vita a una donna di 43 anni che voleva lanciarsi dal cavalcavia vicino alla stazione.

Ha fatto di più: ha salvato la coscienza di centinaia di persone. E non solo di quelli che tra Ancona e Falconara lo hanno visto nascere e lo conoscono bene. Questo carabiniere sta ricevendo applausi da tutta Italia, il web sta impazzendo per lui perchè individua nella sua figura, in quell’abbraccio così umano e caloroso alla giovane polacca che voleva farla finita e che probabilmente senza di lui lo avrebbe fatto, un essere profondamente umano. Come dovrebbe essere ogni carabiniere, come dovrebbe essere ogni cittadino che si sente parte di questo paese.

Il carabiniere verrà segnalato per un encomio dai suoi superiori, ma non ci sono abbastanza medaglie da appuntare al petto, per ringraziarlo della dimostrazione di grandezza. Specie per la motivazione con cui ha convinto la giovane polacca a non fare la sua più grande sciocchezza: «oggi è un giorno troppo triste per me» le ha detto tenendola per mano. «Proprio oggi, sette anni fa, ho perso una figlia, oggi non deve morire nessuno». Un carabiniere, un essere umano, un grande uomo.

 A cura dello staff allaquerciadimamre.it

Fonte: noirdadiomobile.org

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francesco

Il Papa avrebbe una "piccola macchia scura nel cervello", un piccolo "tumore curabile". E' il Quotidiano Nazionale a scrivere in prima pagina la notizia di una visita fatta dal Santo Padre qualche tempo fa in Toscana, per consultare uno specialista giapponese di fama mondiale che lavora anche in Toscana. E il responso è stato favorevole: non serve un intervento. Risalirebbe a fine gennaio la presenza del medico, Takanori Fukushima, in Italia e probabilmente in Vaticano per occuparsi dello stato di salute di Papa Bergoglio.

Secca arriva la smentita della Santa Sede al Quotidiano Nazionale:"La diffusione di notizie totalmente infondate sulla salute del Santo Padre da parte di un organo di stampa italiano è gravemente irresponsabile e non è degna di attenzione", ribadisce il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dopo la dichiarazione già resa la notte scorsa. "Inoltre, come tutti vedono, il Papa svolge sempre senza interruzione la sua intensissima attività in modo assolutamente normale". "Non c'è stato nessun volo di elicottero dal Vaticano alla Toscana, se non quello per i sopralluoghi per la visita del Papa a Prato e Firenze", ha detto infatti il vice direttore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, per smentire la notizia che il Pontefice, o uno dei medici che lo avrebbe seguito, nei mesi scorsi si sia recato in elicottero in una clinica a Pisa.

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cake11

Quel brav'uomo di Renzi, nel 2007, quando doveva fare tanta strada, partecipò al Family Day e non capiva come si potesse essere contro la Chiesa in materia di DiCo (antesignani del matrimonio gay), ora, invece, dopo che ha visto i sondaggi, ha leggermente decelerato in materia di nozze gay (ora suo promotore). Io me lo immagino sempre con il naso per aria a subodorare l'aria che tira, e muoversi di conseguenza. Che forza della natura! La maggioranza degli italiani dice sì alle unioni civili ma no al matrimonio gay. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata dal sociologo e sondaggista Renato Mannheimer. Per l’esperto, tra il 50 e il 60% degli italiani sono contrari alle nozze omosessuali, mentre tra il 40 e il 50% dicono no alle unioni civili. Tra i contrari c’è anche il 33% degli elettori del Pd, anche se le differenze principali riguardano le fasce d’età. Tra i giovani fino ai 24 anni il 66% è favorevole alle unioni civili, mentre tra gli over 65 il 75% è contrario. La percentuale del 40-50% favorevole alle unioni civili non è un gran risultato. Quando gli italiani, comprenderanno che il diritto privato “tutela” i conviventi anche dello stesso sesso, sicuramente, la soluzione del sondaggio scenderebbe ancora di più.

 Mannheimer, che cosa ne pensano gli italiani di unioni civili e nozze gay?

Secondo un sondaggio che ho realizzato di recente, tra il 50 e il 60% degli italiani è d’accordo con le unioni civili, e tra il 40 e il 50% è favorevole anche ai matrimoni tra le coppie omosessuali. C’è quindi un accordo piuttosto vasto sulle unioni civili, mentre c’è una percentuale considerevole che si spaventa alla parola matrimonio. Si tratta d’altra parte di dati molto simili a quelli raccolti qualche mese fa da Ilvo Diamanti e pubblicati su Repubblica. Viceversa i sondaggi citati in questi giorni dalla stampa riguardano l’adozione, ed emerge che gli italiani sono contrari alla cosiddetta stepchild adoption, in base a cui una persona gay può adottare il figlio del partner.

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