Chiesa

faa11

Il clima sinodale è stato più volte oscurato da fuga di notizie e pressioni indebite, da quanti, hanno cercato di “manipolare” i lavori dell’assemblea. Come più volte è stato dichiarato, nonostante le sollecitazioni, i lavori sono proseguiti serenamente. Come è stato affermato, “nonostante le diversità di vedute” dovute alle differenze culturali e sensibilità ecclesiali diverse, i partecipanti al Sinodo, si sono sforzati di riflettere sulle sfide che il mondo di oggi propone alla famiglia cristiana, alla luce del Vangelo. Pertanto, mi sembra opportuno pubblicare l’intervento al Sinodo della dottoressa Anca-Maria Cernea, medico presso il Center for Diagnosis and Treatment-Victor Babes e presidente dell’Associazione dei Medici Cattolici di Bucarest (Romania),  riportato dal quotidiano online lifesitenews.com.

 “Santità, Padri sinodali, fratelli e sorelle, io rappresento l’Associazione dei Medici Cattolici di Bucarest. Appartengo alla Chiesa greco-cattolica rumena. Mio padre era un leader politico cristiano che è stato imprigionato dai comunisti per 17 anni. I miei genitori erano fidanzati, stavano per sposarsi, ma il loro matrimonio ha avuto luogo 17 anni dopo. Mia madre ha aspettato tutti quegli anni mio padre, anche se non sapeva neppure se fosse ancora vivo. Sono stati eroicamente fedeli a Dio e al loro impegno. Il loro esempio, dimostra che con la Grazia di Dio si possono superare terribili difficoltà sociali e la povertà materiale”.

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Il conclave dell’ottobre 1978 venne convocato a seguito della morte improvvisa, dopo soli 33 giorni di pontificato, di papa Giovanni Paolo I, avvenuta il 28 settembre dello stesso anno. Si svolse alla Cappella Sistina dal 14 al 16 ottobre, e, dopo otto scrutini, venne eletto papa il Cardinale Arcivescovo di Cracovia, che assunse il nome di Giovanni Paolo II. Wojtyła venne eletto papa all’ottavo scrutinio del secondo giorno di conclave con 99 voti su 111, secondo quanto riportato dalla stampa italiana.

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(…) Bisogna distinguere tra atti omosessuali e omosessualità; i primi sono peccato, la seconda no; quindi l'omosessualità di un prete non è un problema. È verissimo: il Magistero distingue tra atti omosessuali e tendenza omosessuale; i primi sono in peccato, la seconda no. Ma non finisce qui. Nel 1986 la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora cardinale Ratzinger, ha pubblicato una Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali (clicca qui). Una lettera che il santo padre Giovanni Paolo II ha voluto onorare della sua firma, cosa insolita se non eccezionale. In questa lettera leggiamo: «[...] furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona. Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata»(§ 3).

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sinod11

Il 13 marzo 2015, a sorpresa, Papa Francesco ha annunciato un Anno Santo straordinario consacrato alla misericordia che inizierà l'8 dicembre 2015 e finirà il 20 novembre 2016: “affinché la Chiesa”, ha detto, “possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia di Dio”. Parole che richiamano quelle pronunciate da Giovanni XXXIII l’11 ottobre 1962 quando apriva il Concilio Ecumenico Vaticano II, orientandolo in senso pastorale: “Oggi la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece che imbracciare le armi del rigore... Così la Chiesa Cattolica vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, mossa da misericordia e da bontà verso i figli da lei separati”. In realtà, tutti i Giubilei hanno al centro la misericordia, da quelli antichi degli Ebrei, che ogni cinquant'anni lasciavano riposare la terra, condonavano i debiti e liberavano gli schiavi, a quelli moderni introdotti nel 1300 da Bonifacio VIII.

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discussione11

Come funziona il Sinodo? E’ la domanda ricorrente dei “non addetti ai lavori”, che cerano di capire e comprendere cosa avviene durante i lavori. La confusione generata dalla diverse interpretazioni, suggerite dai “tradizionalisti-conservatori” e dai “progressisti-modernisti” per mezzo dei loro organi comunicativi di riferimento, non aiuta ad avere una visione corretta ed equilibrata del Sinodo. I vescovi polacchi, dopo l’intervento in aula del Segretario Generale del Sinodo circa la pubblicazione delle discussioni, hanno tolto gli appunti dei primi interventi dei padri, dal sito ufficiale della Conferenza Episcopale (clicca qui).  A sua volta, non è stata negata la possibilità di rendere note le riflessioni personali. Padre Lombardi, a tal proposito, durante il briefing di fine settimana, ha colto l’occasione per distinguere tra interventi liberi e proposte discusse dal Sinodo. “Non vanno sopravvalutate le posizioni singole e vanno distinte dai temi discussi dall’assemblea”. Prima di continuare nella riflessione, è necessario rimandare il lettore alle norme generali del Sinodo, che potete leggere qui.

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