Chiesa

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Il problema non è il monsignore gay. Il problema non è solo il peccato e il peccatore. Il Sacramento della Confessione è voluto da Dio proprio per sorreggere l'umana debolezza. E nessuno più del Signore conosce quanto gli uomini siano deboli e bisognosi di perdono. Tutti. Nessuno escluso. Forse io che scrivo ho meno peccati? No. Ne ho di più. Il nocciolo della questione è voler vivere e perseverare nel peccato. Pretendere dall’Altissimo di non cambiare una virgola, rifiutando di essere modellati come la creta nelle mani del vasaio. Anzi invochiamo, in nome della bontà, la giustificazione divina a tutte le voglie che passano per la mente. Come diceva Bonhoeffer, il mondo odierno, supportato da certe ideologie, pretende dalla Chiesa “la grazia a buon mercato”. Cioè ricevere misericordia o, meglio, essere assecondati nel peccato senza convertirsi. In ultima analisi, il vero obiettivo è pretendere la cancellazione di un Comandamento. Il fulcro della questione è che un prete e teologo affermi che vivere in castità è “inumano".

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PF perif

Alle 15:45, il Santo Padre Francesco si trasferisce alla scuola Nostra Signora Regina degli Angeli, accompagnato dall’affetto di centinaia di migliaia di persone in attesa del suo passaggio. La School of Our Lady Queen of Angels è un istituto con 282 alunni (dai 5 ai 14 anni) di cui il 69% studiano grazie a una borsa di studio. I bambini provengono da famiglie a basso reddito, i cosiddetti “dreamers”, immigrati adulti o minori non accompagnati dall’America Latina, rifugiati dall’Africa o dal Medio Oriente, e afroamericani. La scuola fa parte di una rete di sei scuole cattoliche nei quartieri disagiati di Harlem e del South Bronx, finanziate e gestite dalla fondazione caritativa cattolica “Partnership”, in stretto collegamento con l’Arcidiocesi di New York che è proprietaria dei locali. Nelle scuole citate, studiano più di 2.100 bambini, di cui quasi un quarto non parlano l’inglese.

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world trade center memorial 271355

Al termine della visita all’ONU, Papa Francesco si trasferisce a Ground Zero Memorial, luogo simbolo delle stragi avvenute, a causa dell’odio contro la libertà e la democrazia, nel settembre del 2001. Nell'agosto 2006, la World Trade Center Memorial Foundation e la Port Authority di New York e New Jersey iniziarono la costruzione del National September 11 Memorial & Museum, terminando il memoriale cinque anni dopo. Il Memoriale si situa presso il New World Trade Center, dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle distrutte durante gli attentati dell'11 settembre.

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Paolo VI CVII

Tra poco papa Francesco parlerà all'Onu. Al centro i due temi di quest'Assemblea generale: il Millennium Goal (lotta alla povertà) dai risultati molto controversi; e la preparazione del summit sul clima a dicembre a Parigi. Diseguaglianze, sviluppo capitalistico squilibrato, saccheggio dell'ambiente: è un'Assemblea ONU fatta su misura per questo Papa, autore dell’enciclica “Laudato sii”, sulla casa comune e la custodia dell’ambiente. Con il suo discorso, definito da molti osservatori “storico”, celebra anche un altro anniversario oltre ai 70 anni dell'ONU. Mezzo secolo fa, al Palazzo di Vetro parlò Paolo VI, il papa del rinnovamento della Chiesa. Papa Francesco è il quarto Pontefice a tenere un discorso all'assemblea delle Nazioni Unite. Prima di lui, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

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Congresso USA

Papa Francesco è il primo Pontefice a rivolgersi al Congresso degli Stati Uniti. San Giovanni Paolo II tenne un discorso al Parlamento polacco (1999). Per l’occasione, non mancò di richiamare la radici sociali della Polonia: “Il luogo in cui ci troviamo induce ad una profonda riflessione sull'uso responsabile, nella vita pubblica, del dono della libertà riacquistata e sulla necessità della cooperazione a favore del bene comune. Sia per noi di aiuto, in una riflessione di questo genere, il richiamare alla mente le eroiche testimonianze - piuttosto numerose negli ultimi due secoli - dell'aspirazione polacca ad un proprio Stato sovrano, che per molte generazioni dei nostri connazionali esistette soltanto nei sogni, nelle tradizioni familiari, nella preghiera. Ho in mente prima di tutto i tempi delle spartizioni e ad esse unita la lotta per riacquistare la Polonia perduta, cancellata dalla carta d'Europa. La mancanza di questa fondamentale struttura politica che forma la realtà sociale fu sempre, specialmente durante l'ultima guerra mondiale, così intensamente sentita da portare, in condizioni di mortale pericolo dell'esistenza biologica stessa della nazione, alla costituzione di uno Stato polacco clandestino, che non ebbe nulla di simile in tutta l'Europa occupata”.

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